CRAC BANCHE VENETE: L’UNICA STRADA L’AZIONE GIUDIZIARIA,PER FAR ACCERTARE LE RESPONSABILITA’ PENALI E CIVILI DI BPVI, VENETO BANCA, BANKITALIA E CONSOB PER OMESSA VIGILANZA.ADUSBEF NON ESCLUDE ULTERIORI DENUNCE PENALI

in Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPA

 

CRAC BANCHE VENETE: L’UNICA STRADA L’AZIONE GIUDIZIARIA,PER FAR ACCERTARE LE RESPONSABILITA’ PENALI E  CIVILI  DI BPVI, VENETO BANCA, BANKITALIA E CONSOB PER OMESSA VIGILANZA.ADUSBEF NON ESCLUDE ULTERIORI DENUNCE PENALI

 

   Veneto Banca e Popolare di Vicenza, dopo aver appioppato prodotti illiquidi inadeguati, quei ‘prestiti  baciati’, spesso come condizione indispensabile per accedere a fidi, mutui prestiti, facendo pressioni per acquistare azioni a rischio, mettendo in mezzo ad una strada 210.000 famiglie azzerate al 99,9% dei loro investimenti, negli ultimi due mesi hanno attuato molestie indicibili, un vero e proprio stalking, oggetto di numerose denunce alle autorità giudiziarie "per il reato p. e p. dell'art. 660 c.p. o per ogni altra fattispecie penale ravvisabile nei fatti esposti", per indurre i frodati ad aderire all'Offerta Pubblica di Transazione (Opt), una vera elemosina per inibire le azioni giudiziarie di rivalsa, verso le banche, Bankitalia e Consob .

   Nonostante l’assedio ai soci risparmiatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, mediante ripetute chiamate telefoniche, sms e convocazioni, per convincere i più riottosi a sottoscrivere ‘quella vessatoria proposta di transazione’, ossia un rimborso di 9 euro o del 15% di BpVi in cambio della rinuncia a fare causa, che potrebbe essere revocata se fatta sottoscrivere con molestie e pressioni, l’offerta che prevedeva adesioni dell’80% per poter essere valida, riaperta fino alle 13,30 di oggi 28 marzo 2017, non ha avuto quei  riscontri prefissati.

   Adusbef, che dopo aver  ottenuto la prima sentenza di condanna della Banca Popolare di Vicenza a risarcire una  delle sue azioniste beffate, ha ottenuto il ristoro dei 40mila euro investiti, più 11mila euro di spese legali, sta esaminando accuratamente le condizioni e la riapertura dell’offerta, per eventuali risvolti penali configurabili nelle pressioni di adesione ad un accordo transattivo tombale, che non prevede danni o risarcimenti al cliente esonerando la banca da qualsivoglia responsabilità, con la rinuncia unilaterale all’azione giudiziaria, mentre al contrario le banche pretendono il pagamento di mutui, prestiti o fidi seppur derivanti dalle cosiddette ‘operazioni baciate’.

   Adusbef ribadisce ancora una volta ai truffati di non accettare offerte offensive, ma di aderire all'azione giudiziaria contro i vertici delle due banche, di Consob e Bankitalia, alla luce della sentenza di Cassazione, Sez. I Civ., n. 23418 del 17 novembre 2016, che fa definitivamente cessare l'immunità giudiziaria delle autorità di vigilanza sul sistema bancario, con una decisione che costituisce l'ultima definitiva parola su una delle più tristi pagine di scandali finanziari, che consacra la responsabilità extracontrattuale della Consob (e di Bankitalia) per omissione di vigilanza con la responsabilità solidale dei suoi funzionari ed esperti che hanno contribuito a provocare il danno patrimoniale subito dagli investitori.

  Il principio, affacciatosi timidamente nel nostro ordinamento con la sentenza della Suprema Corte n. 3132 del 3 marzo 2001 come “responsabilità da prospetto”, per non avere la Consob controllato la veridicità dei dati contenuti nel prospetto informativo di emissione di alcuni titoli atipici, e per non essere intervenuta, una volta accertata tale falsità ed incompletezza, con iniziative interdittive sulla circolazione, è stato poi rafforzato con le decisioni della Corte di Cassazione n. 4587 del 25 febbraio 2009 e la recente 23418 del 17 novembre 2016 che hanno esteso siffatta responsabilità anche ai funzionari Consob che abbiano agito con dolo e colpa grave.

   L'azione di responsabilità nei confronti delle Autorità di Vigilanza si palesa l'unica strada percorribile, anche per l'aggressione al capiente patrimonio di Bankitalia, Consob e dei loro dirigenti, pertanto invece di aderire ad una proposta che aggiunge la beffa alla truffa conclamata, per salvare i mandarini delle due autorità dalle azioni di responsabilità, Adusbef invita gli azionisti di Veneto Banca e BpVi a compilare il modulo pubblicato sul sito http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=9922  per esperire cause civili per omessa vigilanza, facendo così cessare l’immunità per questi irresponsabili tecnocrati.

                                                                                                                                              

       

28/03/2017

Documento n.10504

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