TETTO STIPENDI MANAGER: TREMONTI PEGGIO DELLO SCERIFFO DI NOTTINGHAM

traffo da www.La Repubblica.it - 31/01/2010Economia pagina 28 LUCA IEZZI "Tetto stipendi manager, la norma cambierà" Annuncio di Tremonti. Idv: "Il ministro come lo Sceriffo di Nottingham" .Il Tesoro: sarebbe un provvedimento "incostituzionale" Sarà cancellato con un emendamento.ROMA - «E' un tema importante, ma la norma sarà cambiata». Arriva direttamente dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, la conferma che il tetto alle retribuzioni dei manager delle società quotate non sopravviverà al prossimo passaggio parlamentare alla Camera dei deputati. «Abbiamo già fatto sapere che è una norma incostituzionale» ha aggiunto il ministro, lasciando intendere che sarà direttamente un emendamento governativo ad eliminare l´attuale previsione secondo cui i consiglieri di amministrazione e i vertici delle aziende (amministratori delegati e direttori generali) non possono guadagnare più di un parlamentare, vale a dire circa 350 mila euro lordi l´anno. Destino segnato anche per il divieto di pagare una parte della retribuzione attraverso azioni della stessa società (stock option). D´altronde era stato proprio un emendamento del governo al ddl che recepisce una serie di leggi comunitarie, a introdurre l´obbligo di una maggior trasparenza sulle retribuzioni delle società di Piazza Affari. L´esecutivo si era limitato ad imporre per legge la pubblicazione di ogni compenso in un´apposita sezione dei bilanci della società quotate, rafforzando una previsione già contenuta nei regolamenti della Consob. Il senatore dell´Idv, Elio Lannutti, aveva aggiunto un suo sub emendamento a quel testo imponendo il tetto e ottenendo in commissione sia l´appoggio del relatore della maggioranza Giacomo Santini (ieri al fianco di Tremonti al momento dell´annuncio della modifica), sia il parere favorevole del ministro presente, Andrea Ronchi, responsabile delle Politiche comunitarie. Inevitabile quindi che il più amareggiato delle parole di Tremonti sia proprio Lannutti: «La norma è stata votata all´unanimità al Senato. Vada a spiegare ai milioni di precari e di disoccupati che è contrario a stabilire per legge un tetto ai manager. Quegli stessi manager che guadagnano milioni di euro e che per le proprie politiche sbagliate stanno costringendo migliaia di lavoratori a protestare sui tetti delle fabbriche che li vogliono licenziare». Per il capogruppo dell´Italia dei Valori in commissione Finanze: «Altro che Robin Hood, a Tremonti sta stretto anche l´appellativo di sceriffo di Nottingham». Nei giorni scorsi all´interno della maggioranza sono state vagliate diverse ipotesi per una modifica, nel tentativo di togliere il tetto definito e il divieto di concedere stock option, ma di mantenere nella legge un meccanismo che prevenga casi clamorosi di super bonus a favore dei manager, specie se frutto di gestioni poco positive per la stessa azienda. Si vuole evitare di apparire, in prossimità di una scadenza elettorale, come i difensori di banchieri e imprenditori corresponsabili della crisi e dei licenziamenti di questi mesi. L´ipotesi di lavoro è di investire le assemblee dei soci di maggiore capacità d´intervento nelle politiche retributive dei consigli di amministrazione, anche se si rischia di non andare oltre le dichiarazioni di principio che non incidono sulla pratica delle aziende. Tirano un sospiro di sollievo gli imprenditori e i manager che nei giorni scorsi si erano scagliati in modo unanime contro una norma definita troppo dirigista quando non «sovietica».

31/01/2010

Documento n.8460

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