Senato. Intervento di E. Lannutti sulle ganasce fiscali

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, torno a sollecitare risposte sulle seguenti interrogazioni: 3-02169, 4-04491, 3-01837, 3-01645, 4-04980, 4-04584, 3-01836, 3-01377, 2-00182 e 2-00187 e chiarimenti sul disegno di legge Atto Senato n. 2676, per quanto concerne le ganasce fiscali e i metodi estortivi a danno dei cittadini, metodi che rasentano l'usura con pratiche anatocistiche. Sono stato avvicinato da alcuni colleghi per multe di 70-80 euro che arrivano a 250 euro senza alcuna notifica. Voglio ricordare che alcune associazioni di consumatori stanno preparando una class action contro questi metodi incivili. Tra l'altro, proprio oggi il giornale di famiglia fa un'inchiesta e si accorge, finalmente, di una protesta del popolo di destra: "moriamo tra tasse e scartoffie". Imprenditori e artigiani protestano contro l'oppressione fiscale e le mancate riforme, c'è il rischio che esplodano le tensioni sociali. Fisco e burocrazia soffocano le aziende e bloccano la crescita; semplificazioni farsa, Erario ed Equitalia impediscono perfino di espandersi all'estero. Questi metodi si innescano in una crisi tremenda. Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, si vanta di recuperare 3-4 miliardi, addirittura 9 miliardi di euro che poi la Corte dei conti riduce a 5-6. Signor Presidente, è un problema di civiltà giuridica. Il Parlamento ha approvato lo Statuto dei diritti del contribuente di cui questi signori fanno cartastraccia. Vengono emesse ganasce fiscali, pignoramenti immobiliari anche al di sotto dei 1.000 o 2.000 euro, nonostante una sentenza della Corte di cassazione abbia affermato che sotto gli 8000 euro non si dovrebbe procedere perché si produce un danno enorme. Tra l'altro, voglio ricordare che ci sono i grandi evasori, con i quali il Ministro e il Governo vanno a braccetto, che non vengono toccati; gli stessi che hanno aderito allo scudo fiscale. Non è tollerabile, signor Presidente che vi possano essere due pesi e due misure: da una parte la faccia feroce del fisco verso i cittadini a reddito fisso, lavoratori e pensionati che hanno la ritenuta alla fonte e che vengono criminalizzati per non avere adempiuto ai loro obblighi fiscali; dall'altra, la pacca sulle spalle verso i grandi evasori, grandi banche comprese, che devono miliardi di euro, verso i quali non si procede con la stessa solerzia e incisività. Signor Presidente, questa situazione incivile deve finire; sono state presentate 10 interrogazioni al riguardo e addirittura un disegno di legge (Atto Senato n. 2676); la materia riguarda destra e sinistra: i diritti dei contribuenti non hanno colore politico. PRESIDENTE. Senatore Lannutti, la ringrazio per aver posto temi di rilievo. Come lei sa, mentre sulle interrogazioni, che lei giustamente segnala, la Presidenza si farà carico di sottolinearle nuovamente al Governo, per quanto riguarda i disegni di legge, dipende tutto da noi, da come procede il lavoro delle Commissioni e dalle sollecitazione dei Gruppi. La Presidenza potrà fare una verifica ed eventualmente sollecitare la Commissione specifica presso cui il provvedimento è all'esame.

03/06/2011

Documento n.8948

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