POTERI MARCI GLOBALI : GLI UOMINI ED I SODALI DI GOLDMAN SACHS: ANCHE PRODI IN CAMPO PER CURARE L'IMMAGINE BP

POTERI MARCI GLOBALI – MENTRE SI ALLENA A RIPRENDERSI IL PD GRIDANDO ALLA “DEMOCRAZIA IN PERICOLO”, QUEL PORTAFORTUNE DI Prodi scende in campo PER SALVARE L’IMMAGINE SPORCA DI PETROLIO E DI VERGOGNA DELLA PB - Nel comitato SALVA-BP anche George W. Bush, Josh Boltern, e l’ex chairman della stessa BP, Peter Sutherland (Quest’ultimo è anche chairman di Goldman Sachs , ovvero la banca advisor del gruppo britannico che ha dimezzato la sua capitalizzazione di borsa nei 50 giorni successivi allo scoppio della piattaforma off-shore nel Golfo del Messico. E IL CERCHIO SI CHIUDE)… 1 - ANCHE PRODI IN CAMPO PER CURARE L'IMMAGINE BP Andrea Fiano per "Milano Finanza" Romano Prodi scende in campo a fianco di BP. Secondo il Times londinese l'ex primo ministro italiano avrebbe accettato di far parte di un gruppo di consiglieri internazionali ad hoc del gruppo britannico che gestirà la crisi in corso anche sul piano dell'immagine. Del comitato farebbero parte anche l'ex capo dello staff del presidente americano George W. Bush, Josh Boltern, e l'ex chairman della stessa BP, Peter Sutherland.Quest'ultimo è anche chairman di Goldman Sachs International, ovvero la banca advisor del gruppo britannico che ha dimezzato la sua capitalizzazione di borsa nei 50 giorni successivi allo scoppio della piattaforma off-shore nel Golfo del Messico ma che ieri ha ripreso quota guadagnando il 10% sul Nyse dopo una mattinata tragica alla City.Del resto in mattinata l'immagine della BP aveva subito un altro colpo mortale con la diffusione di un comunicato stampa da commedia dell'assurdo: «BP non è a conoscenza di alcun motivo che giustifichi il movimento al ribasso delle quotazioni». Inevitabile dunque correre ai ripari per evitare altri autogol che rischiano di aggravare una posizione già precaria e di creare tensioni anche tra la Casa Bianca (ormai al limite della sopportazione) e Downing Street.Proprio di BP discuteranno al telefono nel week-end Barack Obama e David Cameron; per stemperare un po' la tensione il Dipartimento di Giustizia americana, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, non avrebbe intenzione di intervenire per bloccare il dividendo di BP, a differenza di quanto richiesto da 44 senatori americani.Il dividendo di BP, che secondo alcuni calcoli è pari al 50% dei dividendi pagati complessivamente nel Regno Unito, è uno dei temi di discussione più caldi a Wall Street dove si segnalano i (pochi) precedenti di un intervento federale per bloccare la distribuzione delle cedole. In verità, comunque, l'amministrazione Usa spera che siano gli stessi azionisti o i vertici di BP a prendere la decisione di non remunerare gli azionisti.Ieri, peraltro, il Telegraph britannico ha riportato, senza alcuna conferma ufficiale, che il contestato ceo di BP, Tony Hayward, tornerebbe a Londra la prossima settimana dopo l'udienza parlamentare a Washington sul tema della piattaforma off-shore e la gestione della crisi verrebbe presa in prima persona dall'attuale chairman del gruppo, Carl-Henric Svanberg, che ha già sottolineato come la campagna contro BP negli Usa sia controproducente perché il gruppo è controllato al 35% da azionisti americani, è il primo produttore di gas e petrolio sul territorio americano, e dà lavoro a migliaia di cittadini Usa Intanto cominciano a circolare voci su possibili pretendenti agli asset di qualità di BP.Gli analisti di Standard Chartered hanno ventilato l'ipotesi Petrochina, gruppo cinese liquido ((60 miliardi di dollari in cassa) e molto attento a possibili acquisizioni, mentre il Sidney Herald ha invitato Bhp Billiton a fare un'offerta per BP. Mark Fletcher di Citigroup ritiene invece che il mercato «stia prezzando per BP lo scenario peggiore, che non è il più probabile». Per l'analista di Citi, BP ha i mezzi per «sopravvivere a più di un Macondo», mentre Theepan Jothilingam di Morgan Stanley e' convinto che il cda di BP debba mettersi in azione al più presto «per chiarire la strategia del gruppo.Disastro Petrolio BP 2 - IL SEDERE DI PRODI NEL MIRINO DI OBAMA Contrarian per "Milano Finanza" La Louisiana è sempre stato il cuore di tenebra degli Stati Uniti: parlano francese, praticano il vodoo e il passato schiavista ancora scotta. Molti sostengono, poi, che sia stata la disastrosa gestione dei soccorsi e della ricostruzione di New Orleans dopo l'uragano Katrina a dare il colpo di grazia a George W. Bush. Si capisce allora che, quando il petrolio vomitato dalla falla del giacimento della Bp nel Golfo del Messico ha cominciato a dirigersi verso le coste della Louisiana, l'attuale inquilino della Casa Bianca abbia cominciato a pensare a certe inquietanti coincidenze.Non farò mica la fine del mio predecessore?, si deve essere chiesto Barack Obama in un momento di solitudine nello Studio Ovale. E così ha perso la testa. Perché un uomo che è stato eletto alla presidenza degli Stati Uniti presentandosi come alfiere del cittadino comune contro i ricconi di Wall Street non può aspettare cinquanta giorni prima di ricevere i familiari delle 11 vittime dell'incidente alla piattaforma Deepwater Horizon, all'origine della marea nera.PRODI AFRICANO E il capo della Casa Bianca, annichilito della propria impotenza, non può comportarsi come un Calderoli qualsiasi mettendosi a sbraitare «vorrei sapere di chi è il culo che devo prendere a calci». Anche perché il culo potrebbe essere quello del nostro Romano Prodi, chiamato da British Petroleum a ripulire l'immagine della compagnia petrolifera negli Stati Uniti. 3 - PRODI CONSIGLIERE: «MI OCCUPO SOLTANTO DI STRATEGIE GLOBALI»Corriere.it - Romano Prodi fa parte dell'«Advisory Board» della Bp, ma è stato chiamato «più di un anno fa per discutere di temi di strategia internazionale». È quanto ha voluto precisare l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ieri in una dichiarazione alla stampa. «I cinque membri del Board - prosegue la dichiarazione- si sono incontrati fino ad oggi solo due volte e non sono mai stati chiamati» a parlare dell'incidente avvenuto nel Golfo del Messico. «Questo tipo di eventi non fa parte del mandato dell'Advisory Board, così come nessuno dei suoi membri ha alcuna competenza su questi temi».

13/06/2010

Documento n.8645

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