Possiamo mettere da parte le banche. Baratto e Moneta Complementare, così le PMI escono dalla crisi economica. Avv. Giuseppe Sbriglio

Possiamo mettere da parte le banche.

Baratto e Moneta Complementare, così le PMI escono dalla crisi economica.

 Negli ultimi anni le soluzioni e le proposte per uscire dalla crisi economica si sono sprecate: maggiore flessibilità del mercato del lavoro, privatizzazione dei beni pubblici e vendita delle partecipazioni statali, riduzione del cuneo fiscale, uscita dall’Euro… Tutte proposte che di volta in volta trovano l’opposizione della lobby di turno. Sarebbe molto più semplice utilizzare strumenti già ampiamente collaudati in diverse parti del mondo e sperimentati con ampio successo.

 I sistemi di Moneta Complementare sono un esempio di come aiutare con semplicità le imprese e gli esercizi commerciali, senza dover ricorrere ad alchimie o esercizi di ingegneria finanziaria particolari. Nel mondo sono più di 400.000 le aziende che aderiscono a sistemi di corporate barter, che solo nel 2013 hanno sviluppato transazioni per un valore di circa 12 miliardi di dollari1. Dati incredibili se si considera che alcune economie avanzate, Unione Europea in testa, e anche realtà emergenti, come la Turchia, manifestano tassi di crescita ancora poco rilevanti.

 I network più importanti sono a livello mondiale il MORE in USA, il ROCS in Inghilterra, il SEL e l’Occitan in Francia, l'RRS in Belgio, i WIR in Svizzera, i REL e i Berliner in Germania, il Patacòn in Argentina e l’EuroCredito in Italia.

 Ma in concreto cosa sono queste monete complementari? Sono essenzialmente lo strumento per regolare i rapporti nei sistemi di baratto tra aziende. Le imprese che aderiscono a questa particolare tipologia di business costituiscono un network e scambiano i loro beni e servizi, senza esborso di denaro contante: i soggetti che effettuano un acquisto contraggono dei debiti da compensare con i crediti che si accumulano vendendo ad altri membri del circuito; il tutto senza vincoli di tempo. Proprio questi debiti e crediti2 sono denominati in moneta complementare e non convertibili in denaro “tradizionale”.

 

Con questo sistema la moneta torna alla sua funzione originaria: un’unità di conto per agevolare le trattative commerciali, libera dai meccanismi inflattivi e speculativi esercitati dalle banche private e dalle banche centrali. Ciò non significa che le valute complementari siano destinate a sostituire in toto le monete ufficiali, imposte e contributi e salari restano voci di spesa non ancora integrate con i sistemi di corporate barter (anche se esperimenti di compensi corrisposti in EuroCrediti sono già stati collaudati con successo), esse sono di supporto soprattutto in quelle funzioni critiche che la crisi economica ha reso sempre più inefficienti: sostegno delle attività produttive tramite la facilitazione dell’accesso al credito e liquidità dei crediti commerciali.

 I vantaggi per le imprese che operano nei sistemi di barter trading sono molteplici:

-       Aumento delle vendite ed incremento del parco clienti

-       Maggiore liquidità di cassa risparmiata per gli acquisti di forniture aziendali

-       Azzeramento del rischio commerciale della vendita in quanto il pagamento è immediato e garantito: solo chi ha crediti può acquistare all’interno della rete

-       Migliore turn-over del magazzino limitando il fenomeno dell’obsolescenza dei prodotti

-       Riduzione delle esposizioni debitorie nei confronti degli istituti di credito, poiché gli investimenti e i costi potranno essere effettuati o attraverso il network o grazie al minor esborso di cash

-       Riduzione delle esposizioni verso i fornitori presenti nel circuito (l’integrazione della filiera è uno dei focus principali dei sistemi di barter)

-       Aumento della produttività. Si è stimato, infatti, che questo aumento, relazionato alla tipologia di azienda aderente, oscilli tra il 10% e 30% e questo mantenendo inalterata l'organizzazione e la struttura dei costi

-       La ricchezza prodotta alimenta un circolo virtuoso di consumi ed occupazione fortemente radicato sul territorio nazionale.

 I sistemi di moneta complementare inoltre si sono notevolmente evoluti negli ultimi anni, trasformandosi in piattaforme di e-commerce a 360°, con numerosi servizi ad alto valore aggiunto atti ad incrementare le transazioni, l’utilità degli scambi e il potenziale comunicativo degli associati.

 Ho avuto il piacere di conoscere sul mio territorio una realtà importante che opera in Piemonte dal 2009, la quale si è messa subito a disposizione della nostra associazione per uno scambio di sinergie e informazioni in un’ottica di collaborazione tra profit e non profit. La VisioTrade è riuscita a creare un network di oltre 2.500 imprese che coprono l’80% delle categorie merceologiche. In questo modo migliaia di aziende hanno sviluppato scambi commerciali per un controvalore di 78.370.000 euro, una sorta di micro PIL liberato grazie al baratto in versione 2.0.

E’ evidente che per i sistemi locali i vantaggi sono molteplici. Su tutti le ricadute occupazionali ed i rapporti sociali di prossimità, quest’ultimi difficilmente quantificabili in termini monetari, ma di sicuro altrettanto importanti.

 

Avv. Giuseppe Sbriglio

Responsabile ADUSBEF per Torino e Provincia

02/04/2014

Documento n.9670

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