POLVERINI DI STELLE - PIÙ TV CHE ISCRITTI. È PARTITO DA ALITALIA IL BLUFF DI RENATA

POLVERINI DI STELLE - PIÙ TV CHE ISCRITTI. È PARTITO DA ALITALIA IL BLUFF DI RENATA - NEL 2008 RIUSCÌ A SEDERE CON CGIL, CISL E UIL NONOSTANTE SOLO 500 TESSERE - Lo chiameranno il “rosso Polverini”. Prima la giacca sui manifesti elettorali, oggi il logo della sua lista civica, rigorosamente scarlatto, con il nome scritto grande e il tricolore da una parte...www.dagospia.it1- LA POLVERINI CI RICASCA: SIMBOLO ROSSO...Brunella Bolloli per "Libero" Lo chiameranno il "rosso Polverini". Prima la giacca sui manifesti elettorali, oggi il logo della sua lista civica, rigorosamente scarlatto, con il nome scritto grande e il tricolore da una parte. Renata Polverini prosegue spedita nel suo cammino verso la presidenza della Regione Lazio. Ieri ha inaugurato il sito Interet (www.renatapolverini.it), e subito è scoppiato un mezzo macello.Luca Nicotra, segretario dell'Associazione Agorà Digitale e Alessandro Capriccioli, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, hanno scoperto che prima ancora di essere on line sul web c'erano già i commenti entusiastici dei naviganti e hanno gridato al "trucco".In realtà, erano quelli dello staff che stavano facendo le prove prima dell'apertura ufficiale e i commenti, più che lusinghieri, erano da caserma. Poi è scoppiata la polemica con Esterino Montino, il vice di Marrazzo, che ha definito «inopportuna la partecipazione della Polverini a Ballarò». Montino ha addirittura inviato una missiva al presidente della Commissione di vigilanza Rai e al direttore generale, chiedendo spiegazioni «sulla mancata par condicio ».Intanto la settimana dell'ascolto della Polverini è proseguita con l'assemblea di Confcommercio, dove si è parlato di credito, pianificazione urbanistica e turismo, e in serata con l'incontro dei giovani Cristiano-Popolari, coordinato da Alan Baccini, con cui la sindacalista dell'Ugl ha affrontato i temi della precarietà e delle prospettive di lavoro. Infine, "battaglia" su you tube: al video "Emmatar", presentato dalla Bonino, i supporter della Polverini hanno risposto con Star War-Kill Bill Renata. La clip è ispirata a Guerre Stellari e a Quentin Tarantino. E come in Kill Bill, Polverini è ribattezzata Black Mamba come l'omonima protagonista.2 - PIÙ TV CHE ISCRITTI. È PARTITO DA ALITALIA IL BLUFF DI RENATA - NEL 2008 RIUSCÌ A SEDERE CON CGIL, CISL E UIL NONOSTANTE SOLO 500 TESSERE Gianni Del Vecchio per Europa.it - http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/116137/piu_tv_che_iscritti_e_partito_da_alitalia_il_bluff_di_renata La vertenza Alitalia di un anno e mezzo fa è stata la trattativa sindacale più importante degli ultimi anni. Lo è stata certamente per i 14mila dipendenti che hanno salvato il loro posto di lavoro, così come lo è stata per i 4mila che invece l'hanno perso. Ma lo è stata soprattutto per Renata Polverini, che per la prima volta è riuscita a portare la sua Ugl al tavolo dei grandi in una vertenza di peso.Fu lei la prima, assieme a Cisl e Uil, ad apporre la firma sull'accordo di vendita- ristrutturazione della vecchia compagnia di bandiera a Roberto Colaninno e soci. Seguita, dopo qualche tempo, prima dalla Cgil e poi dai sindacati dei piloti e delle hostess. Un piccolo capolavoro di tattica sindacale, quello dell'attuale candidata Pdl alla regione Lazio, visto che nelle "riunioni ristrette" (quelle che contano, fra sindacati più rappresentativi e governo) aveva poco diritto a partecipare.Del resto, la stessa Polverini ha più volte confessato che in quegli incontri si "imbucava": aspettava sotto il portone del ministero dello sviluppo economico che i tre leader di Cgil, Cisl e Uil entrassero per accodarsi, contando sul fatto che mica potevano cacciarla.E infatti nessuno l'ha mai messa alla porta, col risultato che da quel momento in poi l'Ugl è stata consacrata dai media come quarto sindacato italiano (s'è parlato addirittura di "quadruplice") a dispetto dei veri numeri che nelle scorse settimane Europa ha rivelato.Numeri che condannano l'Ugl anche in Alitalia. Oggi - ma la situazione non è molto diversa rispetto al settembre 2008 - il sindacato di destra vale fra i lavoratori della compagnia di bandiera circa il 3,5 per cento. Sui 14mila dipendenti di Alitalia, quasi tutti sindacalizzati, solo circa 500 hanno in tasca la tessera Ugl.Questo dato - che Europa ha raccolto sentendo le altre sigle sindacali, visto che il sindacato della Polverini non brilla per trasparenza - va poi scomposto per categoria. Più o meno 300 sarebbero gli iscritti Ugl fra i 9mila lavoratori di terra, 150 quelli fra i 3.300 assistenti di volo (ovvero stewart e hostess), mentre solo una sparuta presenza (fra 10 e 40) si registra fra i 1.600 piloti. Insomma, poca roba rispetto alla rilevanza mediatica, politica e sindacale che la Polverini ha avuto e ha nelle vicende che riguardano la nostra compagnia di bandiera.La sproporzione fra seguito reale e forza mediatica è figlia di un sistema di relazioni sindacali che non si basa su di una certificazione degli iscritti alle varie sigle sindacali. Nel settore privato poi (Alitalia era una spa anche quando era ancora controllata dal tesoro) le convocazioni da parte del datore di lavoro alle vertenze sono discrezionali e non si basano sulla forza delle singole organizzazioni.Quindi spesso capita che vengono convocati i sindacati "amici" seppur non molto forti fra i lavoratori. Cosa che appunto successe nell'autunno 2008 quando, a parte gli autoinviti della Polverini, al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, faceva comodo avere al tavolo assieme a Cisl e Uil anche un altro sindacato che appoggiasse la strategia del governo e il piano Fenice di Colaninno. Il tutto per isolare la Cgil di Epifani e i sindacati di piloti e hostess, allora fortemente contrari al progetto Cai.Però non tutti nel mondo sindacale sono rassegnati a questo andazzo. C'è anche chi invoca una precisa misurazione degli iscritti, da cui far discendere la partecipazione ai tavoli di trattativa e ai comitati di indirizzo degli enti previdenziali.È Marco Paolo Nigi, segretario generale della Confsal, "vero" quarto sindacato italiano con quasi un milione di iscritti. Nella sua relazione al congresso confederale, Nigi chiede che sia regolata per legge «la certificazione della rappresentatività, sia per la costituzione di legittime delegazioni di rappresentanza per le contrattazioni a tutti i livelli», che per la presenza nei seggi «nei comitati degli enti previdenziali».Una proposta su cui, almeno a parole, hanno concordato Cgil, Cisl e Uil. Ma che Maurizio Sacconi ha respinto, in quanto «la questione va mantenuta in ambito privatistico». La speranza del governo quindi è che nulla cambi e che ognuno spari le cifre più assurde: del resto una reale misurazione delle tessere indebolirebbe proprio quell'Ugl che oggi fornisce una preziosa sponda all'esecutivo in chiave anti-Cgil.

28/01/2010

Documento n.8451

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