Indagine sulla acque minerali. Rassegna

INDAGINE SULLE ACQUE MINERALI A) Da "la Repubblica.it": Anche l'acqua minerale fa male, indagine della Procura (29.1.02) Bari: Anche l'acqua minerale fa male. Il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Domenico Seccia, ha aperto un'inchiesta su quasi tutte le marche di acque minerali commercializzate in Italia. L'ipotesi di reato è quello di commercio di sostanze alimentari nocive.L'indagine è scaturita da una informativa dei carabinieri del Nas di Bari. In diversi supermercati della città pugliese hanno trovato bottiglie di acqua minerale con un alto livello di nitrati (sali dell'acido nitrico) e di nitriti (sali dell'acido nitroso). La normativa in vigore non fissa limiti quantitativi al livello dei nitrati e dei nitriti contenuti nelle acque minerali. Ma essi, secondo l'ipotesi di Seccia, se assunti costantemente potrebbero arrecare un danno alla salute dei consumatori.Le indagini sulle acque minerali sono state avviate a Bari dopo la presentazione di un esposto che l'associazione di tutela dei consumatori, Adusbef, inviò a molte procure italiane. L'invito era ad indagare sul contenuto delle acque minerali che, a giudizio dell'associazione, avrebbero valori alti - e quindi nocivi per la salute - di arsenico, nitrati, bario e cadmio.B) Da "Il Tempo" 30.1.02: IL CASO. BARI - Un'inchiesta su quasi tutte le marche di acque minerali commercializzate in Italia nella quale si ipotizza il reato di commercio di sostanze alimentari nocive è stata avviata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Domenico Seccia. L'indagine è scaturita da una informativa dei carabinieri del Nas di Bari, che hanno acquisito in diversi supermercati bottiglie di acqua minerale, sulle quali sono già stati compiuti accertamenti chimico-biologici. Dagli accertamenti sarebbe emerso che in quasi tutte le bottiglie oggetto è presente un alto livello di nitrati (sali dell'acido nitrico) e di nitriti (sali dell'acido nitroso). I livelli dei due sali sono all'esame del magistrato che per procedere ulteriormente dovrà affidare incarichi di consulenza anche di carattere medico-scientifico. A quanto si è saputo, la normativa in vigore non fissa limiti quantitativi al livello dei nitrati e dei nitriti contenuti nelle acque minerali, ma essi, secondo l'ipotesi accusatoria, se ingeriti costantemente potrebbero arrecare un ipotetico danno alla salute dei consumatori. Tuttavia, anche quest'ultimo aspetto dovrà essere esaminato dai consulenti che il pm nominerà per accertare se vi sia un nesso di causalità tra l'assunzione delle acque "incriminate" e la formazione di determinate patologie. Dovrà anche essere accertato l'eventuale dolo delle case produttrici sia in relazione alla formazione dell'alto livello di nitrati e nitriti sia all'eventuale danno che i sali produrrebbero all'organismo una volta ingeriti. Per questi motivi, gli inquirenti non escludono di compiere accertamenti direttamente alle fonti delle acque minerali sotto esame. Le indagini sulle acque minerali sono state avviate a Bari dopo la presentazione di un esposto che l'associazione di tutela dei consumatori Adusbef inviò a molte Procure italiane invitandole ad indagare sul contenuto delle acque minerali che, a giudizio dell'associazione, avrebbero valori alti, e quindi nocivi per la salute, di arsenico, nitrati, bario e cadmio. Secondo l'Adusbef, dai dati che ha rilevato un proprio consulente emerge in modo chiaro che in generale sarebbe più sicura l'acqua dell'acquedotto che quella minerale venduta nei market.

29/01/2002

Documento n.3043

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