Da il Denaro 03/02/2006 Elezioni, risparmiatori e banche low-cost

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Elezioni, risparmiatori e banche low-costCommenti credito Elezioni, risparmiatori e banche low-cost di Carlo Alvano Attenzione dei risparmiatori alla vigilia della campagna elettorale. Da destra e sinistra i partiti fanno a gara per dimostrarsi vicini, e ognuno ha la sua ricetta per risolvere i problemi delle varie crisi finanziarie che hanno investito il paese e rivoluzionato il sistema degli equilibri istituzionali con l’ingresso dell’Antitrust in materia bancaria. I cittadini-risparmiatori sono disincantati e tutti si stringono in difesa a fianco delle loro Associazioni le quali per prime hanno sollevato la coperta che copriva il malaffare. Sulla scena di "Porta a Porta", "Matrix" e "Ballarò", si sono succeduti giorno dopo giorno i fotogrammi dei vari faccia a faccia, che hanno mostrato un’Abi molto tesa e insofferente, stretta alle corde da un’ Adusbef forte dei successi e dei consensi raccolti sul campo. Una vera e propria coscienza tecnica dei politici che non hanno mancato di farsi avanti, ciascuno rivendicando qualche merito. Ed è così che si è verificata una saldatura tra gli opposti schieramenti. Non era mai capitato che un Bertinotti e un Alemanno siglassero un accordo per varare con la prossima legislatura una legge sulla " class action" allo scopo di favorire il rientro dei capitali attratti nelle casse delle banche. Di fronte a tale convergenza, l’ Abi si è affrettata ad anticipare il suo disappunto spostando l’attenzione sugli avvocati che, a suo dire, con uno strumento del genere diventerebbero dei rapaci, come è già successo in America. Ovviamente senza precisare a favore di chi. Il fatto vero è che nonostante il definitivo tramonto della favola dell’anatocismo, le banche continuano a resistere e a non restituire, consapevoli che un risparmiatore isolato non fa paura. Per una causa che perdono, centomila non saranno avviate nonostante che l’Adusbef abbia giurato davanti alle telecamere di "Porta a Porta" di andare sino in fondo. A "Matrix" è stata raccolta un’altra promessa politica. Dovrà essere cancellata la norma che legittima la retroattività dello "ius variandi" in base alla quale le banche sono autorizzate a modificare i tassi anche retroattivamente con una piccola inserzione nella Gazzetta Ufficiale. Di rincalzo l’Antitrust che, sornionamente con l’uscita di scena di Fazio, ha avviato l’indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti, i più cari in Europa, e legge a Ballarò la lettera del pensionato che si dichiara avvilito di dover apprendere dalla Gazzetta che il tasso sul conto è aumentato retroattivamente. Bertinotti strappa applausi quando con il suo "british style" dice agli italiani che non sopporta l’arroganza delle banche che trattano i clienti con superiorità. Ed è proprio vero. Le tecniche di forma si affinano ma la sostanza non cambia. A chi non è capitato di leggere i tristi documenti di sintesi? Con una tecnica di aggiramento particolare le banche sono capaci di non spiegare che se l’utente riveste la qualifica di consumatore, può intraprendere una causa nella sua giurisdizione domestica senza inseguire il banchiere. Ma tanto le cose in Italia vanno così, e c’è solo da augurarci che, come negli altri settori, si avranno anche le "banche low cost" e, finalmente, sotto la spinta di una sana concorrenza, il risparmiatore sarà libero... di volare. 3-02-2006.Commenti credito Elezioni, risparmiatori e banche low-cost di Carlo Alvano Attenzione dei risparmiatori alla vigilia della campagna elettorale. Da destra e sinistra i partiti fanno a gara per dimostrarsi vicini, e ognuno ha la sua ricetta per risolvere i problemi delle varie crisi finanziarie che hanno investito il paese e rivoluzionato il sistema degli equilibri istituzionali con l’ingresso dell’Antitrust in materia bancaria. I cittadini-risparmiatori sono disincantati e tutti si stringono in difesa a fianco delle loro Associazioni le quali per prime hanno sollevato la coperta che copriva il malaffare. Sulla scena di "Porta a Porta", "Matrix" e "Ballarò", si sono succeduti giorno dopo giorno i fotogrammi dei vari faccia a faccia, che hanno mostrato un’Abi molto tesa e insofferente, stretta alle corde da un’ Adusbef forte dei successi e dei consensi raccolti sul campo. Una vera e propria coscienza tecnica dei politici che non hanno mancato di farsi avanti, ciascuno rivendicando qualche merito. Ed è così che si è verificata una saldatura tra gli opposti schieramenti. Non era mai capitato che un Bertinotti e un Alemanno siglassero un accordo per varare con la prossima legislatura una legge sulla " class action" allo scopo di favorire il rientro dei capitali attratti nelle casse delle banche. Di fronte a tale convergenza, l’ Abi si è affrettata ad anticipare il suo disappunto spostando l’attenzione sugli avvocati che, a suo dire, con uno strumento del genere diventerebbero dei rapaci, come è già successo in America. Ovviamente senza precisare a favore di chi. Il fatto vero è che nonostante il definitivo tramonto della favola dell’anatocismo, le banche continuano a resistere e a non restituire, consapevoli che un risparmiatore isolato non fa paura. Per una causa che perdono, centomila non saranno avviate nonostante che l’Adusbef abbia giurato davanti alle telecamere di "Porta a Porta" di andare sino in fondo. A "Matrix" è stata raccolta un’altra promessa politica. Dovrà essere cancellata la norma che legittima la retroattività dello "ius variandi" in base alla quale le banche sono autorizzate a modificare i tassi anche retroattivamente con una piccola inserzione nella Gazzetta Ufficiale. Di rincalzo l’Antitrust che, sornionamente con l’uscita di scena di Fazio, ha avviato l’indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti, i più cari in Europa, e legge a Ballarò la lettera del pensionato che si dichiara avvilito di dover apprendere dalla Gazzetta che il tasso sul conto è aumentato retroattivamente. Bertinotti strappa applausi quando con il suo "british style" dice agli italiani che non sopporta l’arroganza delle banche che trattano i clienti con superiorità. Ed è proprio vero. Le tecniche di forma si affinano ma la sostanza non cambia. A chi non è capitato di leggere i tristi documenti di sintesi? Con una tecnica di aggiramento particolare le banche sono capaci di non spiegare che se l’utente riveste la qualifica di consumatore, può intraprendere una causa nella sua giurisdizione domestica senza inseguire il banchiere. Ma tanto le cose in Italia vanno così, e c’è solo da augurarci che, come negli altri settori, si avranno anche le "banche low cost" e, finalmente, sotto la spinta di una sana concorrenza, il risparmiatore sarà libero... di volare. 3-02-2006.( Denaro, Il del 03/02/2006 )

04/02/2006

Documento n.5635

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