Da Articolo 21 - In attesa della riforma dell’Auditel

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In attesa della riforma dell’Auditel di Roberta Gisotti *Si avvicina la fine di febbraio, termine indicato dal presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni per ultimare la bozza di riforma dell’Auditel. Cosi ha pubblicamente promesso Corrado Calabrò, convocato il 17 gennaio scorso dalla Commissione parlamentare di vigilanza sui sistemi radiotelevisivi, facendo seguito a quanto già dichiarato in aprile e in settembre scorsi di voler provvedere in tal senso entro al fine del 2005 o al massimo nei primi mesi del 2006. Con ansia attendiamo dunque novità in merito, dopo oltre 8 anni di silenzio di questa Autorità che - secondo il mandato istitutivo della legge 249/’97 - dovrebbe curare in proprio il rilevamento degli ascolti radiotv e vigilare su quelli operati da soggetti terzi di tipo privato, come appunto è la società Auditel, che opera da 19 anni ormai in regime di totale monopolio in un settore strategico dell’intero sistema della comunicazione, che muove solo in ambito televisivo oltre 4 miliardi di euro l’anno di investimenti pubblicitari, oltre a tutto l’indotto che dalla TV a cascata si riversa nello scenario mediatico. Al momento non abbiamo conoscenza della riforma che sarà elaborata dall’Autorità, né abbiamo garanzia che sarà una riforma appropriata, né abbiamo certezza che si baserà su criteri di scientificità nel rilevamento e di trasparenza nella gestione dei dati. Dopo 20 anni di dittatura dell’Auditel, non ci fidiamo e vogliamo vigilare sull’Autorità perché restituisca la Televisione ai cittadini, e la tolga a chi strumentalmente ne ha fatto un ‘contenitore’ ad uso esclusivo della pubblicità e degli interessi economici che vi sono dietro e che trasversalmente attraversano il mondo politico. Per questo in vista di una possibile riforma dell’Auditel abbiamo chiesto formale audizione all’Autorità.Autorità Garante per le ComunicazioniAl presidente Prof. Corrado CalabròE p.c.Al Segretario generale Ing. Roberto ViolaGentile Presidente La informiamo che in data 18 gennaio 2006 - nell’ambito del seminario sull’Auditel, ospitato dal Federazione Nazionale della Stampa Italiana - si è costituito il “Tavolo permanente sulla questione Auditel”, cui hanno aderito associazioni professionali di giornalisti Rai (“Schiena dritta”) e Mediaset (“Buonativvù), della stampa cattolica (Unione Cattolica Stampa Italiana), del mondo dell’informazione (“Articolo 21” e “Megachip”), associazioni di consumatori (“Adusbef” e “Federconsumatori”), di spettatori (Aiart), di Enti locali (Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni italiani), di emittenti locali (“Conna” e “Rea”) di emittenti satellitari (“Sitcom”) movimenti di impegno civico nel campo della comunicazione (“Comitato welfare della comunicazione” e “Forumdac-diritto a comunicare”), oltre ad esperti di media ed eminenti figure professionali in campo statistico, giuridico, sociologico, psicologico, insieme ad esponenti del mondo politico-parlamentare. Il Tavolo – che ha sede presso le associazioni Adusbef e Federconsumatori - riunisce tutte le istanze della società civile che soprattutto negli ultimi tre anni si sono interessate e mobilitate per la riforma del sistema di rilevamento degli ascolti televisivi. Alla luce di quanto sovraesposto, Le chiediamo formalmente ai sensi della legge 241/90 di essere convocati in audizione al fine di poter rappresentare il nostro punto di vista nell’ambito del procedimento relativo all’adozione di provvedimenti in materia di riforma dell’Auditel, da Lei annunciati per la fine di febbraio.Confidando nella Sua particolare attenzione a questo tema cruciale – crediamo per la stessa vita democratica del Paese – Le porgiamo cordiali saluti. Roberta Gisotti *Portavoce del “Tavolo permanente sulla questione Auditel” Si avvicina la fine di febbraio, termine indicato dal presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni per ultimare la bozza di riforma dell’Auditel. Cosi ha pubblicamente promesso Corrado Calabrò, convocato il 17 gennaio scorso dalla Commissione parlamentare di vigilanza sui sistemi radiotelevisivi, facendo seguito a quanto già dichiarato in aprile e in settembre scorsi di voler provvedere in tal senso entro al fine del 2005 o al massimo nei primi mesi del 2006. Con ansia attendiamo dunque novità in merito, dopo oltre 8 anni di silenzio di questa Autorità che - secondo il mandato istitutivo della legge 249/’97 - dovrebbe curare in proprio il rilevamento degli ascolti radiotv e vigilare su quelli operati da soggetti terzi di tipo privato, come appunto è la società Auditel, che opera da 19 anni ormai in regime di totale monopolio in un settore strategico dell’intero sistema della comunicazione, che muove solo in ambito televisivo oltre 4 miliardi di euro l’anno di investimenti pubblicitari, oltre a tutto l’indotto che dalla TV a cascata si riversa nello scenario mediatico. Al momento non abbiamo conoscenza della riforma che sarà elaborata dall’Autorità, né abbiamo garanzia che sarà una riforma appropriata, né abbiamo certezza che si baserà su criteri di scientificità nel rilevamento e di trasparenza nella gestione dei dati. Dopo 20 anni di dittatura dell’Auditel, non ci fidiamo e vogliamo vigilare sull’Autorità perché restituisca la Televisione ai cittadini, e la tolga a chi strumentalmente ne ha fatto un ‘contenitore’ ad uso esclusivo della pubblicità e degli interessi economici che vi sono dietro e che trasversalmente attraversano il mondo politico. Per questo in vista di una possibile riforma dell’Auditel abbiamo chiesto formale audizione all’Autorità.Autorità Garante per le ComunicazioniAl presidente Prof. Corrado CalabròE p.c.Al Segretario generale Ing. Roberto ViolaGentile Presidente La informiamo che in data 18 gennaio 2006 - nell’ambito del seminario sull’Auditel, ospitato dal Federazione Nazionale della Stampa Italiana - si è costituito il “Tavolo permanente sulla questione Auditel”, cui hanno aderito associazioni professionali di giornalisti Rai (“Schiena dritta”) e Mediaset (“Buonativvù), della stampa cattolica (Unione Cattolica Stampa Italiana), del mondo dell’informazione (“Articolo 21” e “Megachip”), associazioni di consumatori (“Adusbef” e “Federconsumatori”), di spettatori (Aiart), di Enti locali (Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni italiani), di emittenti locali (“Conna” e “Rea”) di emittenti satellitari (“Sitcom”) movimenti di impegno civico nel campo della comunicazione (“Comitato welfare della comunicazione” e “Forumdac-diritto a comunicare”), oltre ad esperti di media ed eminenti figure professionali in campo statistico, giuridico, sociologico, psicologico, insieme ad esponenti del mondo politico-parlamentare. Il Tavolo – che ha sede presso le associazioni Adusbef e Federconsumatori - riunisce tutte le istanze della società civile che soprattutto negli ultimi tre anni si sono interessate e mobilitate per la riforma del sistema di rilevamento degli ascolti televisivi. Alla luce di quanto sovraesposto, Le chiediamo formalmente ai sensi della legge 241/90 di essere convocati in audizione al fine di poter rappresentare il nostro punto di vista nell’ambito del procedimento relativo all’adozione di provvedimenti in materia di riforma dell’Auditel, da Lei annunciati per la fine di febbraio.Confidando nella Sua particolare attenzione a questo tema cruciale – crediamo per la stessa vita democratica del Paese – Le porgiamo cordiali saluti. Roberta Gisotti *Portavoce del “Tavolo permanente sulla questione Auditel”

24/02/2006

Documento n.5749

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