MUTUI: POCO CREDIBILI LACRIME COCCODRILLO AGENZIE RATING, PAGATE DA SOCIETA' EMITTENTI DESTINATARIE GIUDIZI DI AFFIDABILITA'

in Comunicati stampa
MUTUI: POCO CREDIBILI LE LACRIME DI COCCODRILLO DELLE AGENZIE DI RATING. MOODY'S, CONSOCIATA CITIGROUP,TAGLIA IL RATING SIV PER 105 MLD DOLLARI. MA QUANDO SARANNO SEGNALATI I GRAVISSIMI RISCHI DELLE “CREDIT CARDS”, DEBITI ACCUMULATI DAI CONSUMATORI USA CON LE CARTE DI CREDITO,PER UN CONTROVALORE DI 915 MILIARDI DI DOLLARI, IN PANCIA A CITIGROUP (69 MLD); JP MORGAN (72 MLD); BANK OF AMERICA ( 66 MLD); HSBC (47 MLD); FARGO (16 MLD) ? AGENZIE RATING NON DEVONO PIU’ ESSERE PAGATE DALLE SOCIETA’ EMITTENTI ! Fino a quando le agenzie di rating (il cui oligopolio è detenuto dalle tre sorelle del rating, Moody’s; Standards & Poor’s; Fitch), saranno pagate dalle commissioni delle società emittenti sui quali sono espressi i giudizi di affidabilità finanziaria, invece che su valutazioni di organi indipendenti, che fanno pagare agli utenti finali il prezzo delle proprie analisi, ci sarà sempre un conflitto di interessi che metterà in dubbio la solidità finanziaria delle banche di affari e dei veicoli finanziari promossi come mutui sub-prime, SIV,Conduit,ecc. Moody's infatti, che starebbe per varare i più drastici tagli del rating di numerose società attive nel settore della finanza strutturata da quando la crisi dei mutui subprime ha colpito il mercato e che potrebbe abbassare il rating su 105 miliardi di dollari di 'commercial paper' venduti da veicoli finanziari nel credito strutturato come i SIV (structured investment vehicle), perchè "nelle ultime settimane ha constatato una rilevante flessione nel valore di mercato di gran parte degli asset in portafoglio dei SIV,calcolando che il valore netto degli asset di 20 SIV che fanno capo a colossi del credito come Citigroup, è sceso al 55% dal 71% di un mese fa e dal 102% dello scorso giugno, agisce in un gigantesco conflitto di interesse che non può rassicurare i mercati. Con quale credibilità l’agenzia di rating Moody’s, sussidiaria della Moody’s Corporation, con sede centrale a New York (presidente Raymond W. McDaniel Jr) continua ad emettere giudizi sulla stabilità dei mercati finanziari dopo aver incensato,con il massimo dell’affidabilità alcune emissioni di titoli spazzatura emesse da alcune banche e responsabili del grande crollo ? Tra i membri del Board of Directors di Moody’s, troviamo: Basil L. Anderson della Stables Inc. e della Hasbro Inc (due giganti del settore vendite e servizi);Robert Glauber della ING Group (settore bancario e assicurativo con base in Olanda), già sottosegretario del ministero delle finanze americano nel periodo 1989-92; Henry Mc Kinnell, della multinazionale farmaceutica Pfizer e della Exxon Mobil (petrolio); Nancy S. Newcomb della Citigroup e della Sysco Corporation (settore alimentare); John K. Wulff, della multinazionale chimica Herculer, della KPMG (la multinazionale di consulenza finanziaria e di certificazione dei bilanci), della Sunoco (petrolio) e della Fannie Mae (che insieme alla Freddie Mac detiene quasi per intero il pacchetto ipotecario immobiliare americano la cui bolla è esplosa nel luglio scorso). Adusbef che ha denunciato da tempo il gravissimo conflitto di interessi delle agenzie di rating con le banche di affari e la collusione con le banche centrali,che consentono di battere moneta in strumenti derivati per un controvalore di 430.000 miliardi di dollari al 31.12.2006, è in sintonia con il commissario Almunia su una rigidità delle condizioni globali del credito,destinate a peggiorare ulteriormente, visto che le istituzioni finanziarie dovranno affrontare perdite significative, con una minore opportunità di contrarre prestiti e l'aumento delle prospettive di una crescita più lenta nei prossimi anni. Ed a differenza delle banche centrali,che tengono bordone alle banche di affari per far loro conseguire enormi profitti sulla pelle dei mercati e dei risparmiatori con l’emissione di strumenti derivati,Adusbef ritiene che le turbolenze finanziarie in corso, saranno destinate ad aggravarsi con la crisi dei debitori statunitensi,che non riescono più a rimborsare neppure gli enormi debiti contratti con le carte di credito, che hanno raggiunto la somma di 915 miliardi di dollari, quasi il doppio dei sub-prime, in pancia alle grandi banche,da JP Morgan ( 71,8 miliardi di dollari) a Citigroup ( 68,9); da Bank Of America (65,9 mld) a Hsbc (46,9) a Wells Fargo (15,6), senza che le compromesse “sorelle del rating”,colluse con le banche, abbiano mai informato il mercato ed i risparmiatori.

03/12/2007

Documento n.6974

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