EX BANCA POPOLARE DI BARI, POSSIBILE ACQUISIZIONE DA PARTE DI CREDEM: ADUSBEF CHIEDE GARANZIE PER MIGLIAIA DI RISPARMIATORI
Trasparenza sulle passività, sugli accantonamenti e sulla tutela dei diritti degli azionisti danneggiati
La possibile acquisizione di BdM Banca, già Banca Popolare di Bari, da parte del Gruppo Credem rappresenta un passaggio di grande rilevanza per il sistema creditizio nazionale e per il tessuto economico del Mezzogiorno.
ADUSBEF guarda con interesse a ogni operazione capace di rafforzare la stabilità e il rilancio della banca, ma ritiene indispensabile che, nell'ambito della trattativa avviata da Mediocredito Centrale, venga affrontata con la massima trasparenza una questione che continua a coinvolgere migliaia di famiglie italiane: il contenzioso derivante dal collocamento delle azioni della ex Banca Popolare di Bari.
Per l'Associazione, nessuna operazione societaria può comportare, direttamente o indirettamente, l'affievolimento dei diritti dei risparmiatori che hanno subito danni patrimoniali e che attendono da anni un pieno accertamento delle responsabilità e il conseguente risarcimento.
Un contenzioso ancora aperto
La vicenda delle azioni della ex Popolare di Bari non appartiene al passato. Migliaia di risparmiatori hanno investito i propri risparmi acquistando titoli che, nel tempo, si sono rivelati privi di un mercato effettivo e sostanzialmente illiquidi, con gravissime conseguenze economiche per le famiglie coinvolte.
La dimensione del contenzioso conferma la rilevanza della questione.
Sono tuttora pendenti presso il Tribunale di Bari diversi procedimenti penali relativi alle vicende della ex Banca Popolare di Bari, nei quali si sono costituiti migliaia di risparmiatori. Parallelamente prosegue un vastissimo contenzioso civile promosso dagli azionisti che ritengono di aver subito danni a causa delle modalità di collocamento dei titoli, delle carenze informative e della violazione degli obblighi di correttezza, diligenza e trasparenza previsti dalla normativa di settore.
Secondo le informazioni emerse in relazione alla trattativa di cessione, il solo contenzioso principale degli azionisti avrebbe un valore di circa 121 milioni di euro, senza considerare le ulteriori domande risarcitorie formulate nei numerosi giudizi ancora pendenti.
Chiarezza su passività e accantonamenti
ADUSBEF ritiene che uno degli aspetti centrali dell'operazione riguardi la gestione delle passività potenziali derivanti dal contenzioso.
È comprensibile che un acquirente valuti attentamente i rischi legali associati all'operazione. Tuttavia, la legittima esigenza di tutela dell'acquirente non può tradursi in una compressione dei diritti dei risparmiatori né in un indebolimento delle prospettive di ristoro per coloro che hanno già intrapreso azioni giudiziarie.
Per questo motivo ADUSBEF chiede che, prima della conclusione dell'operazione, venga fatta piena chiarezza:
- sulla continuità delle responsabilità e degli obblighi risarcitori derivanti dalle condotte contestate alla precedente gestione della banca;
- sulla tutela delle posizioni processuali dei risparmiatori costituiti parte civile nei procedimenti penali pendenti;
- sulla salvaguardia dei diritti degli azionisti che hanno promosso azioni civili in tutta Italia;
- sugli accantonamenti effettuati a fronte del contenzioso in essere;
- sull'adeguatezza delle coperture predisposte rispetto alle richieste risarcitorie avanzate;
- sulle eventuali garanzie, manleve e clausole previste nell'ambito della negoziazione tra il venditore e il potenziale acquirente.
La trasparenza su tali profili costituisce un elemento essenziale non solo per il mercato ma anche per i migliaia di cittadini che attendono risposte dopo anni di contenziosi e sacrifici.
I diritti dei risparmiatori non sono negoziabili
ADUSBEF continuerà a sostenere, attraverso i propri legali fiduciari e i professionisti impegnati nei procedimenti penali e civili, le ragioni degli azionisti danneggiati, promuovendo tutte le iniziative necessarie per ottenere il riconoscimento dei diritti e il ristoro dei danni subiti.
Il rilancio della ex Banca Popolare di Bari non può prescindere dalla tutela di chi ha sopportato le conseguenze della crisi dell'istituto.
Una nuova fase industriale e societaria della banca potrà essere considerata realmente compiuta solo se accompagnata da pari attenzione verso i diritti dei risparmiatori coinvolti.
ADUSBEF vigilerà affinché la cessione della banca non si traduca in una mera operazione finanziaria, ma rappresenti anche un'occasione di trasparenza, responsabilità e giustizia nei confronti dei piccoli azionisti.
I diritti dei risparmiatori non possono essere considerati una variabile negoziale della trattativa. La tutela degli azionisti danneggiati e il riconoscimento delle loro pretese risarcitorie devono rimanere un punto fermo di qualsiasi operazione riguardante il futuro della banca.
ADUSBEF – Associazione per la Difesa degli Utenti dei Servizi Bancari, Finanziari e Assicurativi.
03/11/2026
Documento n.17552


