DL 83/1992 - Sui fondi di investimento

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 1992, n. 83.Attuazione delle direttive n. 85/611/CEE e n. 88/220/CEE, relativea taluni organismi di investimento collettivo in valori mobiliari,con modifiche alla legge 23 marzo 1983, n. 77, operanti come fondicomuni aperti di diritto nazionale e per l’emanazione di disposizionisulla commercializzazione in Italia di quote di organismi situati inaltri Paesi della Comunita’ europea (OICVM).IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;Visto l’articolo 22 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recantedelega al Governo per l’attuazione delle direttive 85/611/CEE delConsiglio del 20 dicembre 1985 e della direttiva 88/200/CEE delConsiglio del 22 marzo 1988, relative a taluni organismi diinvestimento collettivo in valori mobiliari, con modifiche alla legge23 marzo 1983, n. 77, operanti come fondi comuni aperti di dirittonazionale e per l’emanazione di disposizioni sullacommercializzazione in Italia di quote di organismi situati in altriPaesi della Comunita’ europea;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 16 gennaio 1992;Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politichecomunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, digrazia e giustizia, del tesoro, delle finanze e dell’industria, delcommercio e dell’artigianato;E M A N Ail seguente decreto legislativo:Art. 1.1. Prima dell’art. 1 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ inseritala seguente intitolazione:"Titolo IFONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIAREAPERTI DI DIRITTO NAZIONALE"2. L’art. 1 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 1 (Autorizzazione all’istituzione di fondi comuni) .1. Le societa’ per azioni aventi per oggetto esclusivo la gestione di fondicomuni di investimento collettivo in valori mobiliari di tipo apertosono autorizzate dal Ministro del tesoro, sentita la Banca d’Italia,ad istituire fondi comuni di investimento mobiliare aperti.2. La societa’ di gestione puo’ essere autorizzata a gestire piu’fondi; a tal fine, il Ministro del tesoro tiene conto dellaspecializzazione dei medesimi ovvero della dimensione raggiunta daquelli gia’ istituiti dalla societa’ richiedente.3. Con propri decreti, da pubblicare nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica, il Ministro del tesoro determina, entro quattromesi dall’entrata in vigore della presente legge, le modalita’ dipresentazione dell’istanza, gli elementi documentali e informativi acorredo della stessa e ogni altra modalita’ procedurale.4. La domanda si intende accolta qualora l’autorizzazione nonvenga negata dal Ministro del tesoro con provvedimento da comunicarealla societa’ interessata entro due mesi dalla presentazione delladomanda medesima. Tuttavia, ove entro detto termine siano richiesteinformazioni complementari alla societa’, il termine stesso e’interrotto e dalla data di ricezione di tali informazioni decorre peruna sola volta un nuovo termine di un mese.5. L’autorizzazione non puo’ essere concessa:a) se la societa’ ha un capitale sociale versato inferiore a duemiliardi di lire o al piu’ elevato importo stabilito, in viagenerale, con decreto del Ministro del tesoro, sentita la Bancad’Italia. Il Ministro del tesoro stabilisce l’importo del capitalesociale iniziale in modo che la societa’ sia fornita di mezzifinanziari adeguati per l’esercizio della sua attivita’, tenuto ancheconto del numero dei fondi da gestire e delle variazioni del valoredella moneta;b) se la sede dell’amministrazione della societa’ di gestione none’ situata, al pari della sua sede statutaria, in Italia;c) se la maggioranza degli amministratori, gli amministratoridelegati e i direttori generali nonche’ gli amministratori e idirigenti muniti di rappresentanza della societa’ di gestione nonabbiano svolto per uno o piu’ periodi complessivamente non inferioriad un triennio funzioni di amministratore o funzioni di caratteredirettivo in societa’ o enti del settore creditizio, finanziario eassicurativo, aventi capitale o fondo di dotazione non inferiore acinquecento milioni di lire o abbiano esercitato la professione diagente di cambio senza far fronte ai propri impegni come previstodalla legge. Per le funzioni svolte presso societa’ o enti che nonhanno come attivita’ esclusiva una o piu’ di quelle sopraindicate, siapplicano le disposizioni emanate dal Ministro del tesoro ai sensidell’art. 3, comma 2, lettera c), della legge 2 gennaio 1991, n. 1;d) se, ferma l’applicabilita’ delle norme relative alle caused’ineleggibilita’ e di decadenza per gli amministratori dellesocieta’ per azioni, gli amministratori, i direttori generali, idirigenti muniti di rappresentanza ed i sindaci della societa’ digestione abbiano riportato condanne, ivi comprese le sanzionisostitutive di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, per delitticontro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o control’economia pubblica, o per delitti non colposi per i quali la leggecommini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinqueanni ovvero siano o siano stati sottoposti alle misure di prevenzionedisposte ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o dellalegge 31 maggio 1965, n. 575, cosi’ come successivamente modificate eintegrate, salvi gli effetti della riabilitazione. Agliamministratori, ai direttori generali e a coloro che rivestonocariche che comportano l’esercizio di funzioni equivalenti siapplicano le disposizioni di cui all’art. 4, del decreto delPresidente della Repubblica 27 giugno 1985, n. 350;e) se i componenti del collegio sindacale non siano iscritti nelregistro dei revisori contabili;f) se i soggetti che, in virtu’ della partecipazione al capitalein via diretta o per interposta persona o per il tramite di societa’fiduciaria o di societa’ controllata ovvero in virtu’ di particolarivincoli o accordi, esercitano il controllo della societa’ non sono inpossesso dei requisiti di onorabilita’ di cui al presente commalettera d). Ove il soggetto controllante sia una persona giuridica ouna societa’ di persone, tali requisiti devono essere posseduti dagliamministratori e dai direttori generali. Ai fini della presente leggeil rapporto di controllo si considera esistente ai sensi dell’art.27, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287.6. Il sopravvenuto verificarsi delle situazioni di cui al comma 5,lettere d) ed e), determina, quando si tratti di societa’ gia’autorizzate, la decadenza degli interessati dalle cariche ricoperte edeve essere comunicato dagli stessi alla societa’, alla Bancad’Italia ed al Ministro del tesoro. La decadenza e’ dichiarata entrotrenta giorni dal consiglio di amministrazione della societa’. Nelcaso che questo non provveda nel termine predetto, la decadenza e’pronunciata dalla Banca d’Italia.7. L’applicazione provvisoria della misura interdittiva previstadall’art. 10, comma 3, della legge 31 maggio 1965, n. 575, comportala sospensione dalle cariche di cui al comma 5, lettera d), delpresente articolo. La sospensione dalla carica e’ disposta entroquindici giorni dal Consiglio di amministrazione della societa’ e ovequesti non provveda dalla Banca d’Italia. Limitatamente al periodo incui sono sospesi, i sindaci effettivi sono sostituiti dai supplenti egli amministratori sono sostituiti ai sensi dell’art. 2386 del codicecivile.8. Le sostituzioni comportanti modifica della identita’ deisoggetti di cui al comma 5 devono essere comunicate dalla societa’ digestione, non oltre quindici giorni, alla Banca d’Italia che, nelcaso di accertata non conformita’ alle prescrizioni di cui al comma 5lettere c), d) ed e), fissa un termine per la regolarizzazione e, indifetto, ne fa immediata relazione al Ministro del tesoro cheprovvede ai sensi del successivo art. 8. Il difetto del requisito dionorabilita’ di cui al comma 5, lettera f), comporta, in caso disocieta’ gia’ autorizzate, la sospensione dell’esercizio del dirittodi voto, con gli effetti di cui all’art. 9, della legge 4 giugno1985, n. 281.9. L’ammontare dei mezzi patrimoniali delle societa’ di gestioneautorizzate ai sensi del comma 1 non possono essere inferioriall’ammontare stabilito in via generale con decreto del Ministro deltesoro, sentita la Banca d’Italia; tale ammontare viene determinatotenuto conto della necessita’ da parte della societa’ medesima didisporre dei mezzi sufficienti a far fronte alle proprieresponsabilita’ anche in relazione all’ammontare dei fondi comunigestiti. Qualora i mezzi patrimoniali delle societa’ di gestionescendano al di sotto delle misure fissate ai sensi del presentearticolo si applica la procedura prevista al comma 8.10. E’ vietata la trasformazione in organismi non rientranti nelcampo di applicazione della direttiva del 20 dicembre 1985, n. 85/611della Comunita’ economica europea, come modificata dalla direttivadel 22 marzo 1988, n. 88/220.11. Trascorsi due anni dal rilascio dell’autorizzazioneall’istituzione del fondo senza che la societa’ abbia provvedutoall’istituzione del medesimo e alla offerta al pubblico delle rela-tive quote, l’autorizzazione decade automaticamente.12. La societa’ di gestione autorizzata ai sensi del comma 1 puo’assumere l’incarico di gestire il patrimonio di societa’ diinvestimento a capitale variabile".Art. 2.1. L’art. 2 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 2 (Istituzione e regolamento del fondo). - 1. La societa’autorizzata istituisce il fondo con deliberazione dell’assembleaordinaria la quale contestualmente approva il regolamento del fondostesso.2. Il regolamento stabilisce:a) la denominazione e la durata del fondo;b) la banca depositaria di cui all’art. 2- bis e le condizioniper la sua sostituzione;c) le modalita’ di partecipazione al fondo, le caratteristichedei certificati di partecipazione, i termini e le modalita’dell’emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione edel rimborso delle quote nonche’ le modalita’ di liquidazione delfondo. La sottoscrizione delle quote del fondo puo’ avvenire solo afronte del versamento di un importo corrispondente al valore dellequote di partecipazione;d) gli organi competenti per la scelta dei titoli e i criteri diripartizione degli investimenti;e) i criteri relativi alla determinazione dei proventi digestione, indicando se si tratta di fondo ad accumulazione ovvero condistribuzione totale o parziale dei proventi e in questo casi icriteri relativi alla distribuzione;f) le spese a carico del fondo e quelle a carico della societa’di gestione, indicandole specificamente. Le spese di pubblicita’ nonpossono essere a carico del fondo;g) la misura o i criteri di determinazione delle provvigionispettanti alla societa’ di gestione e degli oneri a carico deipartecipanti per la sottoscrizione e il rimborso delle quote;h) i giornali sui quali devono essere pubblicati il valoreunitario delle quote di partecipazione calcolato in base alle normedell’art. 5 e, in caso di modifiche regolamentari, il relativocontenuto;i) i casi in cui, ai sensi dell’art. 3, comma 4, il diritto alrimborso puo’ essere sospeso fino ad un mese;l) gli Stati, gli enti locali e gli organismi internazionali acarattere pubblico che emettono o garantiscono i valori mobiliari neiquali la societa’ di gestione intende investire piu’ del 35 per centodel fondo;m) se il fondo puo’ essere investito in quote di altri fondigestiti dalla societa’ di gestione o da altre alla stessa collegata,o in azioni di Societa’ di investimento a capitale variabile allastessa collegata ai sensi dell’art. 4, comma 13;n) le dipendenze della banca depositaria presso le quali sonotenuti a disposizione del pubblico i documenti di cui all’art. 5,comma 2.3. Il regolamento contiene altresi’ gli ulteriori elementirichiesti dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 7, comma 3, letterab)".Art. 3.1. Dopo l’art. 2 della legge 28 marzo 1983, n. 77, sono inseriti iseguenti:"Art. 2-bis (Banca depositaria: compiti e responsabilita’). - 1. Lacustodia del patrimonio del fondo deve essere affidata ad una bancadepositaria la quale, inoltre, deve:a) accertare che siano conformi alla legge, al regolamento edalle prescrizioni dell’organo di vigilanza l’emissione ed il rimborsodelle quote, il calcolo del valore delle quote stesse, ladestinazione dei redditi del fondo;b) accertare che nelle operazioni relative al fondo lacontroprestazione le sia rimessa nei termini d’uso;c) eseguire le istruzioni della societa’ di gestione, se nonsiano contrarie alla legge, al regolamento del fondo ed alleprescrizioni dell’organo di vigilanza.2. La banca depositaria e’ responsabile nei confronti dellasocieta’ di gestione e dei partecipanti di ogni pregiudizio da essisubito in conseguenza dell’inadempimento degli obblighi di cui alcomma precedente.3. La banca depositaria, ferma restando la sua responsabilita’ perla custodia del fondo, puo’ depositare la totalita’ o parte del fondomedesimo presso la Monte Titoli S.p.a. prevista dalla legge 19 giugno1986, n. 289, e presso la gestione centralizzata della Bancad’Italia, nonche’, previo assenso della societa’ di gestione, pressoaltri soggetti scelti nell’ambito di categorie individuate, in viagenerale, dalla Banca d’Italia.4. La banca depositaria deve essere scelta tra le aziende e gliistituti di credito aventi la sede statutaria o, limitatamente alleaziende ed istituti di credito aventi la sede statutaria in uno deipaesi aderenti alla Comunita’ economica europea, una succursale inItalia, che presentino una adeguata organizzazione aziendale nonche’un’ammontare di mezzi patrimoniali non inferiore alla misura cheverra’ stabilita’ in via generale dalla Banca d’Italia.5. La modifica del regolamento del fondo conseguente allasostituzione della banca depositaria deve essere pubblicata suigiornali di cui all’art. 2, lettera h), per due volte a distanza diquindici giorni. L’efficacia del provvedimento di cui all’art. 7,comma 3, lettera b), che approva la modifica regolamentare, e’sospesa fino al trentesimo giorno successivo alla data dell’ultimapubblicazione. La Banca d’Italia puo’, in casi eccezionali e tenendoconto dell’interesse dei partecipanti, conferire efficacia immediataal provvedimento di approvazione della modifica regolamentare.6. Nell’esercizio delle rispettive funzioni, la societa’ digestione e la banca depositaria devono agire in modo indipendente enell’interesse dei partecipanti.7. Una banca partecipante al capitale di una societa’ di gestione,in misura superiore al 20 per cento del capitale stesso puo’ assumerel’incarico di banca depositaria dei fondi comuni gestiti dallasocieta’ medesima se la maggioranza dei componenti il consiglio diamministrazione e coloro che sono preposti alla direzione dellasocieta’ di gestione non svolgono funzioni di amministratore, sindacoo dirigente della banca stessa.Art. 2-ter (Sostituzione della societa’ di gestione). - 1. Fermerestando le disposizioni di cui all’art. 8, secondo comma, lasostituzione della societa’ di gestione deve essere approvata inconformita’ dell’art. 1 dal Ministro del tesoro, sentita la Bancad’Italia. Analogamente si procede in caso di fusione o di scissione.2. L’autorizzazione puo’ essere concessa anche in deroga aicriteri di cui all’art. 1, comma 2, ove non contrasti con l’interessedei partecipanti, per esigenze di maggiore efficienza nella gestionedei fondi e nell’articolazione del sistema.3. La modifica del regolamento del fondo conseguente allasostituzione della societa’ di gestione deve essere pubblicata suigiornali di cui all’art. 2, lettera h), per due volte a distanza diquindici giorni. L’efficacia del provvedimento di cui all’art. 7,comma 3, lettera b), che approva la modifica regolamentare e’ sospesafino al trentesimo giorno successivo alla data dell’ultimapubblicazione. La Banca d’Italia puo’, in casi eccezionali e tenendoconto dell’interesse dei partecipanti, conferire efficacia immediataal provvedimento di approvazione della modifica regolamentare".Art. 4.1. L’art. 3 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 3 (Partecipazione ai fondi comuni). - 1. Le somme versate daipartecipanti sono investite dalla societa’ di gestione in valorimobiliari, salvo quanto necessario per esigenze di liquidita’. lasocieta’ di gestione assume verso i partecipanti gli obblighi e laresponsabilita’ del mandatario.2. Ciascun fondo comune costituisce patrimonio autonomo, distintoa tutti gli effetti dal patrimonio della societa’ di gestione e daquello dei partecipanti, nonche’ da ogni altro fondo gestito dallamedesima societa’ di gestione. I creditori della societa’ di gestionenon possono far valere i loro diritti sul fondo. I creditori deisingoli partecipanti possono far valere i loro diritti esclusivamentesui certificati di partecipazione di questi ultimi.3. Le quote di partecipazione ai fondi comuni, tutte di ugualevalore e con uguali diritti, sono rappresentate da certificatinominativi o al portatore. I certificati debbono essere predisposti esottoscritti secondo il modello approvato e le indicazioni date conprovvedimento della Banca d’Italia, da pubblicare nella GazzettaUfficiale della Repubblica.4. I partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi tempo,il rimborso delle quote, tranne nei giorni di chiusura delle borsenazionali. Il rimborso deve essere eseguito in denaro, entro quindicigiorni dalla richiesta. Nei casi eccezionali precisati nelregolamento, il diritto al rimborso puo’ essere sospeso dallasocieta’ di gestione per un periodo non superiore ad un mese. Lerichieste presentate nel periodo di sospensione si intendonopervenute, ai fini del rimborso, alla scadenza del periodo stesso.Della sospensione la societa’ informa immediatamente il Ministro deltesoro, la Banca d’Italia e la CONSOB, nonche’ le competentiautorita’ dei paesi aderenti alla Comunita’ economica europea in cui,ai sensi del successivo art. 7, comma 5, il fondo commercializza leproprie quote.5. Nell’interesse pubblico o dei partecipanti la Banca d’Italiapuo’ ordinare la sospensione o la limitazione temporaneedell’emissione delle quote di partecipazione o del rimborso dellequote emesse.6. Il commissario straordinario previsto dal successivo art. 8,secondo comma, e i commissari liquidatori previsti dallo stesso art.8, secondo e terzo comma, possono, previa autorizzazione della Bancad’Italia, esercitare, nell’interesse comune dei partecipanti e aspese del fondo, l’azione di responsabilita’ nei confronti deicomponenti degli organi amministrativi e di controllo della societa’di gestione. Nei confronti degli stessi ciascun partecipante puo’esercitare l’azione di risarcimento dei danni".Art. 5.1. L’art. 4 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 4 (Gestione del fondo). - 1. La societa’ di gestione provvedenell’interesse dei partecipanti agli investimenti, alle alienazioni ealle negoziazioni, all’esercizio dei diritti inerenti ai valorimobiliari e di ogni altro diritto compreso nel fondo comune, alladistribuzione dei proventi e ad ogni altra attivita’ di gestione.2. Nell’esercizio dell’attivita’ di gestione, la societa’ nonpuo’:a) acquistare metalli preziosi ne’ certificati rappresentatividei medesimi;b) concedere prestiti o garanzie sotto qualsiasi forma;c) vendere valori mobiliari allo scoperto.3. La Banca d’italia, al fine di garantire la stabilita’ operativadelle societa’ di gestione, e in relazione all’andamento del mercato,puo’ limitare la tipologia delle operazioni e dei contratti che lesocieta’ possono porre in essere nell’attivita’ di gestionestabilendo, inoltre, in via generale, i limiti e le condizioni entrocui le societa’ possono far ricorso ad operazioni destinate allacopertura dei rischi di cambio e a tecniche e strumenti negozialiaventi per oggetto valori mobiliari finalizzati alla buona gestionedel fondo.4. Per l’acquisto di valori mobiliari denominati in valuta estera,da includere nel fondo comune, la societa’ puo’ assumere prestiti invaluta estera con deposito presso il mutuante di un corrispondenteimporto di valuta nazionale.5. Salva l’ipotesi di cui al comma 4, nell’eserciziodell’attivita’ di gestione la societa’ puo’, entro il limite massimodel 10 per cento del fondo, assumere prestiti aventi durata nonsuperiore a quella stabilita in via generale dalla Banca d’Italia inconsiderazione anche delle finalita’ dell’indebitamento.6. Il fondo non puo’ essere investito in valori mobiliari emessida una stessa societa’ o ente per un valore superiore ai limitistabiliti in via generale dalla Banca d’Italia.7. Nell’esercizio del potere di cui al comma 6, la Banca d’Italiatiene conto che i valori mobiliari di uno stesso emittente nonpossono essere detenuti dal fondo in misura superiore al 5 per centodel fondo medesimo. Detto limite puo’ esser elevato:a) fino al 10 per cento, se il totale degli investimentieccedenti il 5 per cento non supera il 40 per cento del fondo, fattesalve le piu’ ampie facolta’ di investimento di cui alle successivelettere;b) fino al 35 per cento, quando i valori mobiliari sono emessi ogarantiti da uno Stato membro della Comunita’ economica europea, daisuoi enti locali, da uno Stato terzo o da organismi internazionali dicarattere pubblico di cui fanno parte uno o piu’ Stati membri dellaComunita’ economica europea;c) fino al 100 per cento del fondo, per gli stessi titoli dellalettera b), tenendo conto dell’esigenza di tutela dei risparmiatoried a condizione che il fondo detenga almeno sei emissioni differentie che i valori di una stessa emissione non superino il 30 per centodel fondo;d) fino al 25 per cento, quando si tratta di obbligazioni emesseda un istituto di credito avente la sede in uno Stato membro dellaComunita’ economica europea, sottoposto ad un controllo pubblicospecificamente volto a tutelare i portatori di tali obbligazioni, ede’ previsto per legge che le somme rivenienti dalla emissione delleobbligazioni stesse devono essere investite in beni sufficientementecapienti su cui a favore dei portatori esiste un privilegio agaranzia del pagamento del capitale e degli interessi in caso diinadempimento dell’emittente ovvero sono configurate specifiche formedi garanzia a favore dei portatori delle obbligazioni per ilpagamento del capitale e degli interessi. Se la societa’ di gestioneinveste piu’ del 5 per cento del fondo in obbligazioni di cui allapresente lettera emesse da uno stesso emittente, gli investimenticomplessivi in tali titoli non possono superare l’80 per cento delfondo.8. Il fondo non puo’ essere investito in misura superiore al 10per cento in valori mobiliari che non siano:a) ammessi alla quotazione ufficiale di una borsa valori onegoziati in altro mercato regolamentato, regolarmente funzionante,riconosciuto e aperto al pubblico, di uno Stato membro dellaComunita’ economica europea;b) ammessi alla quotazione ufficiale di una borsa valori onegoziati in altro mercato regolamentato, regolarmente funzionante,riconosciuto ed aperto al pubblico, di uno Stato non appartenentealla Comunita’ economica europea, specificamente indicati nelregolamento di gestione del fondo;c) emessi recentemente e per essi nella delibera di emissione nonsia prevista o sia stata presentata domanda di ammissione allaquotazione ufficiale di una borsa valori o alla negoziazione in altromercato regolamentato, regolarmente funzionante, riconosciuto edaperto al pubblico, specificamente indicati nel regolamento digestione del fondo. Trascorso un anno dalla emissione senza che ivalori mobiliari siano stati ammessi a quotazione, essi siconsiderano non piu’ rientranti nella previsione della presentelettera.9. Entro il limite del 10 per cento di cui al comma precedente, ilfondo puo’ essere investito in titoli di credito assimilabili avalori mobiliari, individuati in via generale dalla Banca d’Italiasulla base dell’accertamento della loro trasferibilita’, liquidita’ed esatta valutabilita’, con cadenza almeno quindicinale.10. Nel fondo non possono essere detenute azioni o quote condiritto di voto, emesse da una stessa societa’, per un valorenominale superiore al 5 per cento del valore nominale complessivo ditutte le azioni o quote con diritto di voto emesse dalla societa’medesima, se quotata ai sensi del comma 8, ovvero al 10 per cento, senon quotata, ne’ comunque, azioni o quote con diritto di voto per unammontare tale da consentire alla societa’ gerente di esercitareun’influenza notevole sulla societa’ emittente. I limiti del 5 e del10 per cento ed il divieto di superare detto ammontare si applicanoanche con riferimento all’insieme dei fondi gestiti da una stessasocieta’ di gestione.11. Il fondo non puo’ detenere piu’ del 10 per cento delle azionisenza diritto di voto e delle obbligazioni di uno stesso emittente,esclusi i valori mobiliari di cui al comma 7, lettere b) e c).12. I limiti stabiliti ai sensi dei precedenti commi possonoessere superati solo in conseguenza dell’esercizio dei diritti diopzione derivanti dalle azioni in portafoglio. La posizione deveessere riportata prioritariamente nei limiti stabiliti nel piu’ brevetempo possibile, tenendo conto dell’interesse dei partecipanti alfondo.13. Un fondo puo’ investire in quote di partecipazione di altriorganismi di investimento collettivo in valori mobiliari rientrantinell’ambito di applicazione della direttiva del 20 dicembre 1985, n.85/611 della Comunita’ economica europea, come modificata dalladirettiva del 22 marzo 1988, n. 88/220, della Comunita’ economicaeuropea nella misura massima del 5 per cento del proprio patrimonio edel 10 per cento del capitale della societa’ di investimento o delfondo emittenti le quote o azioni acquistate. Entro detti limiti laBanca d’Italia puo’ autorizzare l’investimento in quote di fondigestiti dalla stessa societa’ o da altra legata alla prima tramitegestione o controllo comune o con una considerevole partecipazionediretta o indiretta, quando si tratta di fondo specializzato in unsettore economico o geografico e nel regolamento del fondo acquirentee’ prevista tale facolta’; in quest’ultimo caso la societa’ digestione non puo’ far gravare sul fondo spese e diritti di qualsiasinatura relativi alla sottoscrizione e al rimborso delle quote deglialtri fondi. Detta autorizzazione e’ necessaria anche nel caso diinvestimento di un fondo comune in azioni di una societa’ diinvestimento alla quale la societa’ di gestione del fondo e’similmente legata.14. Fermo quanto previsto dall’art. 9, comma 13, della legge 2gennaio 1991, n. 1, e’ vietato l’investimento in azioni emesse dallasocieta’ gerente".Art. 6.1. L’art. 5 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 5 (Scritture contabili). - 1. In aggiunta alle scrittureprescritte alle imprese dal codice civile, e con le stesse modalita’,la societa’ di gestione deve redigere:a) il libro giornale del fondo comune nel quale devono essere an-notate, giorno per giorno, le operazioni di emissione e di rimborsodelle quote di partecipazione e le operazioni relative alla gestione;b) entro sessanta giorni dalla fine di ogni esercizio annuale, odel minor periodo in relazione al quale si procede alla distribuzionedei proventi, il rendiconto della gestione del fondo comune;c) entro trenta giorni dalla fine del semestre, una relazionerelativa ai primi sei mesi di esercizio;d) con periodicita’ almeno pari all’emissione o rimborso dellequote e comunque ad ogni fine mese, tranne nei giorni di chiusuradelle borse nazionali, un prospetto recante l’indicazione del valoreunitario delle quote di partecipazione e del valore complessivo nettodel fondo comune.2. I documenti di cui al comma 1, lettere b), c) e d) devonoessere tenuti a disposizione del pubblico nella sede della societa’di gestione. I documenti di cui alle lettere b) e c) del comma 1,sono messi a disposizione del pubblico entro trenta giorni dallaredazione; il documento di cui alla lettera d) e’ messo adisposizione entro tre giorni. L’ultimo rendiconto della gestione delfondo comune e l’ultima relazione semestrale debbono inoltre esseretenuti a disposizione del pubblico nella sede della banca depositariae nelle succursali della medesima indicate nel regolamento.3. I partecipanti hanno inoltre diritto di ottenere gratuitamenteanche a domicilio copia del rendiconto e della relazione semestrale".Art. 7.1. L’art. 6 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 6 (Revisione contabile e controllo). - 1. La contabilita’della societa’ di gestione e del fondo comune sono soggette arevisione ai sensi dell’art. 1 del decreto del Presidente dellaRepubblica 31 marzo 1975, n. 136. La societa’ incaricata dellarevisione provvede anche alla certificazione del bilancio e del contodei profitti e delle perdite della societa’ di gestione e delrendiconto del fondo comune, ai sensi dell’art. 4 dello stessodecreto.2. I sindaci della societa’ di gestione, anche individualmente, egli amministratori e i sindaci della banca depositaria devonoriferire senza ritardo alla Banca d’Italia sulle irregolarita’riscontrate nell’amministrazione della societa’ e nella gestione delfondo comune".Art. 8.1. L’art. 7 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 7 (Vigilanza). - 1. Le societa’ autorizzate alla gestione deifondi comuni di investimento sono iscritte in un apposito albo tenutoa cura della Banca d’Italia.2. La Banca d’Italia esercita la vigilanza sulle societa’ iscrittenell’albo di cui al precedente comma e sulla gestione dei fondi, aisensi degli articoli 10, 16, 31, 35, comma primo, lettera a), e 37,commi primo, terzo e quarto, del regio decreto-legge 12 marzo 1936,n. 375, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 marzo 1938, n.141, e successive modificazioni e integrazioni, nonche’ degliarticoli 9, 10 e 11 della legge 4 giugno 1985, n. 281.3. Nell’esercizio della vigilanza la Banca d’Italia:a) determina le modalita’ di investimento del capitale dellesocieta’ di gestione;b) approva il regolamento del fondo comune e le suemodificazioni, valutandone anche la compatibilita’ rispetto aicriteri generali da essa predeterminati. La domanda si intendeapprovata quando il provvedimento di diniego della Banca d’Italia none’ adottato entro il termine di quattro mesi dalla presentazionedella domanda medesima;c) stabilisce - sentita la CONSOB - lo schema-tipo del bilancio edel conto dei profitti e delle perdite della societa’ di gestione, loschema-tipo dei documenti di cui all’art. 5, lettere b), c) e d), e icriteri di valutazione delle attivita’ che compongono i fondi comuni,nonche’ i metodi di calcolo del prezzo di emissione e di rimborsodelle quote.4. Le societa’ di gestione sono soggette, anche per l’attivita’del fondo, alla disciplina di cui agli articoli 3 e 4 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni, nellalegge 7 giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni, ancorche’non abbiano emesso titoli quotati in borsa. Si applica la disciplinadi cui all’art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 31marzo 1975, n. 138.5. Le societa’ di gestione che intendono commercializzareall’estero quote dei propri fondi comuni devono darne comunicazioneal Ministro del tesoro, alla CONSOB ed alla Banca d’Italia.6. Su richiesta delle societa’ che intendono commercializzarequote dei propri fondi comuni negli altri Stati della Comunita’economica europea, il Ministro del tesoro, sentita la Banca d’Italiae la CONSOB, rilascia le attestazioni necessarie a comprovare che lesocieta’ ed i fondi gestiti soddisfano le condizioni poste dalladirettiva del 20 dicembre 1985, n. 85/611 della Comunita’ economicaeuropea, come modificata dalla direttiva del 22 marzo 1988, n. 88/220della Comunita’ economica europea". Art. 9.1. Dopo l’art. 7 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ inserito ilseguente:"Art. 7-bis (Collaborazione con le autorita’ degli Stati membridella Comunita’ economica europea). - 1. In deroga alle disposizionidi cui all’art. 1, undicesimo comma, del decreto-legge 8 aprile 1974,n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n.216, e successive modificazioni ed integrazioni ed all’art. 10 delregio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, e successive modificazionied integrazioni, la Commissione nazionale per le societa’ e la borsae la Banca d’Italia collaborano, anche mediante scambio diinformazioni, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, con lecompetenti autorita’ degli altri Stati membri della Comunita’economica europea, al fine esclusivo di agevolare la vigilanza e icontrolli sugli organismi di investimento collettivo in valorimobiliari quali definiti e disciplinati dalla direttiva del 20dicembre 1985, n. 85/611 della Comunita’ economica europea, comemodificata dalla direttiva del 22 marzo 1988, n. 88/220 dellaComunita’ economica europea.2. Qualsiasi decisione concernente la societa’ di gestioneadottata dalle competenti autorita’ ai sensi dell’ultima parte delquarto comma dell’art. 3 e dell’art. 8, ovvero del quarto commadell’art. 18 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, e successivemodificazioni e integrazioni, nonche’ ogni altra grave misuraadottata nei confronti della societa’ di gestione, viene comunicatadalle autorita’ di vigilanza alle autorita’ analogamente competentidegli altri Stati della Comunita’ economica europea in cui lasocieta’ di gestione commercializza le quote dei propri fondi".Art. 10.1. L’art. 8 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 8 (Decadenza della societa’ dalla gestione del fondo;amministrazione straordinaria e liquidazione della societa’). - 1. IlMinistro del tesoro, su proposta della Banca d’Italia, sentito ilComitato interministeriale per il credito e il risparmio, pronunciala decadenza della societa’ dalla gestione del fondo comune quando laBanca d’Italia, previa contestazione degli addebiti, ha accertatogravi irregolarita’ nella gestione della medesima o gravi perditepatrimoniali della societa’ o del fondo o della SICAV di cui ha lagestione. La decadenza deve essere sempre pronunciata in caso diinsolvenza giudizialmente accertata della societa’.2. Contestualmente alla decadenza, il Ministro del tesoro, se nonautorizza la prosecuzione della gestione del fondo comune a cura dialtra societa’, nomina un commissario per la liquidazione del fondosecondo le direttive della Banca d’Italia. Si applicano, in quantocompatibili, gli articoli 2452, 2453 e 2455 del codice civile.3. La societa’ di gestione e’ soggetta alla disciplina dellaamministrazione, straordinaria e della liquidazione coattaamministrativa, con esclusione del fallimento, ai sensi degliarticoli 57 e seguenti del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375,convertito, con modificazioni, nella legge 7 marzo 1938, n. 141, esuccessive modificazioni e integrazioni".Art. 11.1. L’art. 9 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 9 (Disposizioni tributarie). - 1. I fondi comuni di cuiall’art. 1 non sono soggetti all’imposta sul reddito delle personefisiche, ne’ all’imposta sul reddito delle persone giuridiche, ne’all’imposta locale sui redditi. Le ritenute operate sui redditi dicapitale percepiti dai fondi sono a titolo di imposta.2. Sull’ammontare del valore netto del fondo proporzionalmenteriferito alla componente dell’attivo costituita da titoli di Stato,conti correnti e depositi, titoli obbligazionari e similari adeccezione delle obbligazioni convertibili, nonche’ da quote di altriorganismi di investimento collettivo in valori mobiliari, la societa’di gestione preleva un ammontare pari allo 0,05 per cento.Sull’ammontare del valore netto del fondo proporzionalmente riferitoalla rimanente componente dell’attivo, la societa’ di gestionepreleva un ammontare pari allo 0,25 per cento. L’aliquota dello 0,25per cento e’ ridotta allo 0,10 per cento sull’ammontare del valorenetto del fondo proporzionalmente riferito alla componentedell’attivo rappresentato da azioni e obbligazioni convertibili inazioni di societa’, costituite in Italia, aventi per oggettoesclusivo o principale attivita’ industriali. I valori checostituiscono l’attivo, nonche’ il valore netto del fondo, devonoessere calcolati come media annua dei valori risultanti dai prospettidi cui alla lettera d) dell’art. 5, relativi alla fine di ciascunmese, tenendo anche conto dei mesi in cui il fondo non ha avuto alcunvalore perche’ avviato o cessato in corso d’anno. L’ammontare deiprelievi effettuati dalla societa’ di gestione deve essere versatodalla medesima alla sezione di tesoreria provinciale dello Statoentro il trentuno gennaio di ciascun anno a titolo di impostasostitutiva.3. I proventi delle partecipazioni ai fondi, tranne di quelleassunte nell’esercizio di imprese commerciali, non concorrono aformare il reddito imponibile dei partecipanti. Sui proventi di ognitipo, ivi comprese le plusvalenze realizzate in sede di riscattodelle quote, percepiti in rapporto alle partecipazioni al fondoassunte da parte di societa’ ed enti di cui all’art. 87, del testounico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e’ riconosciuto un credito d’imposta pari al15 per cento dei proventi stessi. A tali fini le societa’ di gestionerilasciano, a richiesta degli interessati, attestazione dalla qualedevono risultare i dati identificativi del percipiente, l’ammontaredei proventi distribuiti, le somme corrisposte in sede di riscatto eil numero delle quote riscattate.4. Entro lo stesso termine previsto nel comma 2 la societa’ digestione deve provvedere a presentare annualmente la dichiarazionerelativa a ciascuno degli ammontari ivi indicati su apposito modulo,conforme al modello approvato con decreto del Ministro delle finanze,allegandovi, oltre alla copia della distinta o al bollettino diversamento dell’imposta sostitutiva, anche il prospetto da cuirisulta la composizione del fondo ai fini dell’applicazione dellealiquote previste nel comma 2. Le modalita’ di effettuazione deiversamenti e la presentazione della dichiarazione prevista nelpresente articolo sono disciplinate dalle disposizioni dei decretidel Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e n. 602,nonche’ da quelle di cui al decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429,convertito dalla legge 7 agosto 1982, n. 516".Art. 12.1. L’art. 10 della legge 23 marzo 1983, n. 77, e’ sostituito dalseguente:"Art. 10 (Disposizioni penali) . - 1. Gli amministratori, isindaci, i revisori e i direttori generali di societa’ o enti che nonottemperano alle richieste o non si uniformano alle prescrizionidella Banca d’Italia sono puniti con l’arresto fino a tre mesi o conl’ammenda da lire due milioni a lire quaranta milioni.2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, gliamministratori, i sindaci, i revisori e i direttori generali cheforniscono alla Banca d’Italia informazioni false sono puniti conl’arresto da sei mesi a tre anni.3. Il rendiconto, la realizzazione ed il prospetto di cui all’art.5 sono compresi tra le comunicazioni sociali agli effetti dell’art.2621, n. 1 del codice civile.4. Sono puniti con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda dalire tre milioni a lire cinquanta milioni gli amministratori cheviolano le disposizioni dei commi 6, 8, 9, 10, 12, 13 e 14 dell’art.4.5. Ai commissari nominati ai sensi dell’art. 8 si applicano ledisposizioni contenute nei commi precedenti.6. E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con lamulta da lire un milione a lire cinque milioni chiunque, senzaautorizzazione del Ministro del tesoro, svolge l’attivita’ di cuiall’art. 1. Alla condanna segue l’interdizione dai pubblici uffici ela incapacita’ ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasiimpresa di credito o societa’ di gestione di fondi comuni per unperiodo di tempo non inferiore ad un anno e non superiore a cinque.La condanna comporta, altresi’, in ogni caso la confisca delle cosemobili e immobili che sono servite o sono state destinate acommettere il reato.7. I soggetti di cui al comma 5, lettere d), dell’articolo 1, chenon effettuano le comunicazioni previste dall’art. 1, comma 6, neltermine di quindici giorni dal momento in cui sono venuti aconoscenza degli eventi e delle situazioni ivi indicati sono puniticon l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da lire due milioni alire quaranta milioni. La condanna comporta l’applicazione delle peneaccessorie di cui al comma 6".Art. 13.1. Dopo l’art. 10 della legge 23 marzo 1983, n. 77,e’ inserita la seguente intitolazione:"Titolo IICOMMERCIALIZZAZIONE IN ITALIA DELLE QUOTE DI ORGANISMIDI INVESTIMENTO COLLETTIVO IN VALORI MOBILIARI SITUATIIN ALTRI PAESI DELLA COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA EASSOGGETTATI ALLA DIRETTIVA DEL 20 DICEMBRE 1985,N. 85/611 DELLA COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA COMEMODIFICATA DALLA DIRETTIVA DEL 22 MARZO 1988,N. 88/220 DELLA COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA".2. Dopo l’art. 10, della legge 23 marzo 1983, n. 77, e laintitolazione di cui al comma 1 sono inseriti i seguenti:"Art. 10- bis . - 1. Gli organismi di investimento collettivo invalori mobiliari, quali definiti e disciplinati dalla direttiva del20 dicembre 1985, n. 85/611 della Comunita’ economica europea, comemodificata dalla direttiva del 22 marzo 1988, n. 88/220 dellaComunita’ economica europea che avendo la sede legale e quellaamministrativa principale in un altro Stato appartenente allaComunita’ economica europea, intendono offrire al pubblico in Italiale loro quote devono darne preventiva comunicazione al Ministro deltesoro, trasmettendo contestualmente in triplice originale:a) un attestato rilasciato dalle autorita’ estere competenti incui si certifichi che l’organismo soddisfa le condizioni richiestedalle citate direttive CEE;b) il regolamento del fondo o i documenti costitutivi dellasocieta’ di investimento, muniti di un attestato dell’autorita’competente dello Stato in cui l’organismo e’ situato in cui sicertifica che quelli sono gli atti vigenti;c) l’ultimo prospetto informativo trasmesso all’Autorita’competente dello Stato in cui l’organismo e’ situato, munito di unattestato di tale Autorita’ in cui si certifichi che quello e’l’ultimo prospetto da essa ricevuto, ovvero l’ultimo prospettoapprovato ove questo e’ oggetto di approvazione o controllopreventivo. Il prospetto deve essere integrato da un documentoinformativo da rendere al pubblico sulle modalita’ dicommercializzazione, redatto secondo le disposizioni di caratteregenerale stabilite dalla CONSOB con il regolamento di cuiall’undicesimo comma;d) l’ultima relazione annuale e la relazione semestralesuccessiva se pubblicate;e) informazioni dettagliate sulla commercializzazione delle quotein Italia sul modulo organizzativo e sulle misure adottate, nelrispetto delle disposizioni vigenti, per assicurare in Italial’esercizio dei diritti patrimoniali dei partecipanti nonche’ ladiffusione dei documenti e delle informazioni che l’organismo diinvestimento collettivo in valori mobiliari e’ tenuto a fornire.2. I documenti di cui alle lettere a), b), c) prima parte, e d)del primo comma devono essere trasmessi unitamente alla lorotraduzione in lingua italiana; il documento informativo di cui allalettera c), seconda parte, e le informazioni di cui alla lettera e),del medesimo primo comma devono essere forniti in lingua italiana.3. Il Ministro del tesoro trasmette un originale dellacomunicazione e della relativa documentazione alla Banca d’Italia edalla CONSOB, le quali forniscono al Ministro stesso il proprio parereentro trenta giorni dal ricevimento della documentazione. La Bancad’Italia esprime parere sul modulo organizzativo e sulle misureadottate dall’organismo per assicurare in Italia l’esercizio deidiritti patrimoniali dei partecipanti, la CONSOB sulle modalita’ dicollocamento delle quote in Italia, sulle misure adottatedall’organismo per assicurare la diffusione dei documenti e delleinformazioni che esso e’ tenuto a fornire in Italia, sul rispettodelle disposizioni di cui al punto 1) del comma undicesimo.4. Il Ministro del tesoro, con provvedimento motivato da adottareentro due mesi dalla ricezione della comunicazione di cui al primocomma corredata di tutti gli elementi e documenti prescritti, vietal’offerta al pubblico delle quote quando risulta che le modalita’ dicui alla lettera e) del primo comma non sono conformi alledisposizioni vigenti in materia o quando risulta che non sonorispettate le disposizioni concernenti il contenuto e le modalita’ diredazione del documento informativo di cui alla lettera c) del primocomma, oppure quando accerta la mancata osservanza delle normeapplicabili ai fondi nazionali, non rientranti nel settoredisciplinato dalla direttiva del 20 dicembre 1985 n. 85/611 dellaComunita’ economica europea, come modificata dalla direttiva del 22marzo 1988 n. 88/220 della Comunita’ economica europea.5. Il Ministro del tesoro puo’ esigere al fine di evitareconfusione e assicurare maggiore chiarezza, l’aggiunta di un termineesplicativo alla denominazione dell’organismo subordinando alrispetto di tale prescrizione la liceita’ della commercializzazionein Italia.6. Se, entro il termine di cui al quarto comma, il Ministro deltesoro formula rilievi o richieste di chiarimenti all’organismo, iltermine e’ interrotto e dalla data di ricezione della rispostadecorre per una sola volta un nuovo termine di due mesi. In tal casosi applica la procedura di cui ai commi che precedono.7. Decorso il termine di cui al quarto comma senza che il Ministrodel tesoro abbia emesso il provvedimento di divieto ivi previsto,l’organismo puo’ procedere alla offerta al pubblico delle propriequote.8. Il Ministro del tesoro comunica alla Banca d’Italia, allaCONSOB ed alle altre amministrazioni pubbliche interessate, l’esitodella procedura di cui ai precedenti commi.9. La Banca d’Italia, con proprio provvedimento da pubblicarenella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, emana disposizioni dicarattere generale anche per quanto riguarda il modulo organizzativo,finalizzate ad assicurare in Italia l’esercizio dei dirittipatrimoniali dei partecipanti.10. Gli organismi di cui al primo comma devono pubblicare odiffondere in Italia i documenti e le informazioni che sono tenuti apubblicare o diffondere nello Stato in cui e’ situata la propria sedelegale e quella amministrativa principale.11. La CONSOB, con proprio regolamento da pubblicare nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica:1) stabilisce le informazioni che deve contenere il documentoinformativo di cui alla lettera c) del primo comma, riguardanti:a) le misure adottate dagli organismi di cui al primo comma perassicurare in Italia l’esercizio dei diritti patrimoniali deipartecipanti e la diffusione dei documenti e delle informazioni cheessi sono tenuti a fornire;b) le modalita’ ed i soggetti attraverso i quali vieneeffettuata la commercializzazione delle quote in Italia;c) il regime fiscale applicabile al fondo comune di investimentoalla Societa’ di investimento, alle quote o alle azioni in Italia; ene fissa le modalita’ di redazione;2) determina le modalita’ di pubblicazione del prospetto e delrelativo documento informativo di cui alla lettera c) del primocomma, nonche’ gli altri modi in cui l’offerta deve essere resapubblica, determinando altresi’ le modalita’ di pubblicazione equelle di invio ai partecipanti, che ne facciano richiesta, deglialtri documenti che gli organismi sono tenuti a pubblicare o adiffondere in Italia;3) determina, d’intesa con la Banca d’Italia, le modalita’ con cuidevono essere resi pubblici il prezzo di emissione o di vendita, diriacquisto o di rimborso delle quote;4) determina le modalita’ con cui devono essere rese pubbliche lealtre informazioni che gli organismi sono tenuti a pubblicare o adiffondere in Italia.12. La Banca d’Italia puo’ richiedere agli organismi di cui alprimo comma la comunicazione, anche periodica, di dati e notizie e latrasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini.13. Le disposizioni dell’art. 18 e dell’art.18-quater del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge7 giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni e integrazioni, nonsi applicano alle offerte al pubblico effettuate dagli organismi dicui al primo comma aventi ad oggetto le quote da essi emesse; taleesenzione non opera nei confronti degli altri soggetti chepartecipano a qualunque titolo alla offerta al pubblico.14. La CONSOB puo’ richiedere agli organismi di cui al primo commala comunicazione anche periodica di dati e notizie e la trasmissionedi atti o documenti, fissando i relativi termini. La CONSOB puo’inoltre richiedere, sentiti gli amministratori, che tali organismirendano pubblici, nei modi e nei termini da essa stabiliti, dati enotizie necessari per l’informazione del pubblico. Se gliamministratori oppongono, con reclamo motivato, che dallapubblicazione puo’ derivare grave danno all’organismo, l’efficaciadella deliberazione e’ sospesa. La CONSOB, entro dieci giorni,valutate le argomentazioni addotte, puo’ escludere anche parzialmentela pubblicazione delle notizie e dei dati richiesti, sempre che cio’non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanzeessenziali.15. Quando sussistono elementi che fanno presumere l’inosservanzadelle prescrizioni di cui ai commi precedenti, il Ministro deltesoro, su proposta della Banca d’Italia o della CONSOB, puo’sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a sessantagiorni, l’attivita’ di offerta al pubblico delle quote o delle azionidegli organismi di cui al primo comma. In caso di accertataviolazione, il Ministro del tesoro, su proposta della Banca d’Italiao della CONSOB, puo’ sospendere temporaneamente ovvero vietarel’attivita’ di offerta al pubblico delle loro quote o delle loroazioni.Art. 10-ter (Disposizioni tributarie sui proventi delle quote diorganismi di investimento collettivo in valori mobiliari di dirittoestero). - 1. I proventi derivanti dalla partecipazione a organismidi investimento collettivo in valori mobiliari di diritto esterosituati negli Stati membri della Comunita’ economica europea,conformi alle direttive comunitarie e le cui quote sono collocate nelterritorio dello Stato ai sensi dell’art. 10- bis, sono soggetti auna ritenuta del 12,50 per cento che deve essere operata dai soggettiresidenti incaricati del pagamento dei proventi medesimi, delriacquisto o della negoziazione delle quote o delle azioni. Laritenuta si applica agli eventuali utili distribuiti in costanza dipartecipazione all’organismo di investimento e alla differenza tra ilvalore di riscatto o di cessione delle quote o azioni e il valore disottoscrizione o acquisto.2. Ai proventi derivanti dalla partecipazione a organismi diinvestimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero gia’autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato primadell’entrata in vigore della presente legge, la ritenuta si applicasoltanto sull’incremento di valore delle quote o azioni maturatosuccessivamente al 31 dicembre 1993 e calcolato come differenza trail valore di riscatto e il piu’ alto, tra il valore di sottoscrizionee il valore della quota alla predetta data.3. La ritenuta prevista dal comma 1, si applica a titolo d’impostanei confronti delle persone fisiche e degli enti non commerciali. Neiconfronti dei soggetti all’imposta sul reddito delle personegiuridiche la ritenuta e’ applicata a titolo di acconto di taleimposta.4. Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditiprevisti dall’art. 4, decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167,convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, nonriguardano le partecipazioni di cui al comma 1.5. Nel caso in cui le quote o azioni di cui al comma 1 sonocollocate all’estero, o comunque i relativi proventi sono conseguitiall’estero senza applicazione della ritenuta, essi sono assoggettatia tassazione separata con la stessa aliquota del 12,50 per cento.6. I proventi derivanti dalla partecipazione a organismi diinvestimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero diversida quelli di cui al comma 1 concorrono a formare il redditoimponibile dei partecipanti, sia che vengano percepiti sotto forma diutili distribuiti sia che vengano percepiti quale differenza tra ilvalore di riscatto o di cessione delle quote o azioni e il valore disottoscrizione o acquisto. Nel caso in cui proventi sono percepiti inItalia tramite soggetti residenti incaricati del pagamento degliutili, del riacquisto o della negoziazione delle quote o azioni, talisoggetti devono operare una ritenuta del 12,50 per cento a titolo diacconto delle imposte sui redditi.7. Il comma 3- bis dell’art. 8 del decreto-legge 28 giugno 1990,n. 167, convertito con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n.227, e’ abrogato.8. Con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicarsi entrosessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,sono stabilite le modalita’ di presentazione della dichiarazione disostituto di imposta da parte dei soggetti che corrispondono iproventi di cui al presente articolo, nonche’ degli eventuali altriadempimenti.9. Gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari didiritto estero situati negli Stati membri della Comunita’ economicaeuropea e conformi alle direttive comunitarie possono, con riguardoagli investimenti effettuati in Italia, avvalersi delle convenzionistipulate dalla Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizionirelativamente alla parte dei redditi e proventi proporzionalmentecorrispondenti alle loro quote possedute da soggetti non residenti inItalia.10. Le disposizioni di cui al comma 9, si applicano esclusivamenteagli organismi aventi sede in uno Stato la cui legislazione riconoscaanalogo diritto agli organismi di investimento collettivo italiani.11. Il Ministro delle finanze determina, con proprio decreto, ledisposizioni di cui ai commi 9 e 10 del presente articolo.Art. 10-quater (Disposizioni penali ). - 1. Chiunque inizial’attivita’ di commercializzazione degli organismi collettivi diinvestimento mobiliare di cui all’art. 10- bis, comma 1, senza avereffettuato le previste comunicazioni al Ministro del tesoro oppuresenza aver lasciato trascorrere due mesi dalla ricezione dellacomunicazione da parte del Ministro del tesoro ovvero senzarispettarne le prescrizioni e’ punito con l’arresto fino a tre anni.2. I soggetti che essendo tenuti a rispettarle non osservano ledisposizioni di cui all’art. 10- bis, commi 9, 10, 11, 12, 14 e 15sono puniti con l’ammenda fino a lire cento milioni e con l’arrestofino a sei mesi.Art. 10-quinquies (Disposizioni transitorie e finali ). - 1. IlMinistro del tesoro, la CONSOB e la Banca d’Italia adottano iregolamenti e le disposizioni di carattere generale di rispettivacompetenza in attuazione del presente decreto entro sei mesi dallasua entrata in vigore.2. Le societa’ di gestione devono uniformarsi alle disposizionidel presente decreto entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore,ai regolamenti e alle disposizioni di carattere generale di cui alcomma uno entro sei mesi dalla loro adozione.3. Per le autorizzazioni rilasciate anteriormente alla data dientrata in vigore del presente decreto il termine di due anni di cuiall’art. 1, comma 11, decorre dalla data sovraindicata.".Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.

21/06/2004

Documento n.3997

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