Da Dagospia. PRODI, DALLA MORTADELLA ALLA MOZZARELLA: NEL MIRINO MIELI (ANSELMI E’ PRONTO)

in Rassegna Stampa
PRODI, DALLA MORTADELLA ALLA MOZZARELLA: NEL MIRINO MIELI (ANSELMI E’ PRONTO) A CITICORP PIACE CAPITALIA – IL PARTITO DI BAZOLI - “VICENZA 2” PER MONTEZEMOLO TRILATERAL OGGI, CAFONAL DEL POTERE – ALITALIA, POCHE IDEE MA CONFUSISSIME 1 – PRODI, DALLA MORTADELLA ALLA MOZZARELLA: NEL MIRINO IL CORRIERE DI MIELI, ANSELMI SCALDA I MUSCOLI Dalla mortadella alla mozzarella. Seguendo un rito che si ripete durante ogni visita di un premier in un paese straniero, Romano Prodi ha concesso una lunga intervista al quotidiano spagnolo "El Pais" che ha toni ben diversi dalle solite litanìe istituzionali. I madrileni che sostano nei caffè di Plaza Mayor capiranno ben poco delle allusioni e dello sfogo del Professore di Bologna, ma lo statista italiano preferisce parlare di Telecom piuttosto che dei massimi sistemi e denuncia il silenzio della stampa italiana sulle vicende che hanno portato al passo indietro di Tronchetti Provera e alle figuracce cinesi. "La Telecom - dichiara Prodi al quotidiano spagnolo - stava facendo quello che le veniva in mente...la verità è che nessuno può rimproverarmi niente. Io non sapevo nulla della relazione di Angelo Rovati, il documento non era per niente ufficiale, ma pazienza. So che alla fine vincerò". E al giornalista che lo ascolta allibito il premier italiano chiede: "lei sa come si fa la mozzarella?, si gira con pazienza e si forma una matassa. Diciamo che sto facendo una mozzarella. Se non riescono a cacciarmi via, alla fine il paese capirà le mie ragioni e non possono cacciarmi, perchè non saprebbero cosa fare. Dopo la metafora della mozzarella Prodi spara le sue cartucce più velenose: "il momento in cui è esploso il caso Telecom non è frutto della casualità. E' successo prima della presentazione della Finanziaria...la stampa italiana tace, e lo scandalo delle intercettazioni è stato sviato con delle assurde accuse. C'è stato un abuso gravissimo con ascolti illegali massicci. Anch'io ero stato spiato e nessuno dice niente, neanche "El Pais". Evidentemente lavorare contro i mezzi di comunicazione è per noi un problema serio". Il tono dell'intervista di Prodi è sorprendente e c'è già chi - nell'entourage di Silvio Sircana - dice che le sue parole sono state male interpretate (come male interpretata si disse a suo tempo che fu l'intervista concessa al direttore del settimanale tedesco "Die Zeit"). Resta l'impressione che Prodi sappia molto più di quanto dica. Sulla vicenda delle intercettazioni di TelecomItalia è calato un sipario pesante e il superavvocato Guido Rossi diffida chiunque a parlarne. Ma tra una mozzarella e una mortadella, Prodi non ci sta perchè forse tra le mani tiene alcune cartuccelle che lo incoraggiano a sfidare il silenzio dei giornali. In primis, il Corriere di Mieli. Dopo aver “prodizzato” Rai1 con Sempresveglio Riotta, la prossima partita si gioca in via Solferino. Giulio Anselmi scalda i muscoli, pronto per entrare in campo. Ma Cannavaro-Geronzi è pronto a stopparlo. Chissà come finirà…. 2 – BAZOLI, IL “CUCCIA BIANCO” DELLA POLITICA Giovedì prossimo Giovanni Bazoli scenderà a Roma e alle 9,30 aprirà i lavori di un convegno promosso da BancaIntesa sul tema "Crescita del Paese, sviluppo locale, competitività". Sarà l'occasione per rendere più esplicito il pensiero che ieri con molta presunzione il regista della Sant'Intesa ha espresso al giornalista Aldo Cazzullo sul "Corriere della Sera". Il 74enne bresciano, amico di Paolo VI, usa toni da trionfatore e dice che la fusione con SanPaolo "trasforma in un colpo solo il sistema del credito". L'affermazione è un po' esagerata, ma è provocata dalle scariche di adrenalina che in questi giorni eccitano i pensieri di Bazoli e del suo braccio destro, Corrado Passera. Messa in controluce l'intervista tradisce però quella che è la vera vocazione irrisolta del banchiere cattolico, cioè una grande voglia di politica che nessun amico (da Beniamino Andreatta a Romano Prodi) è riuscito a soddisfare pienamente. Bazoli ha sempre coltivato il sogno segreto di essere un protagonista della politica. Finora ha dovuto farlo in modo occulto, usando la tecnica del suggeritore dietro le quinte e nascondendosi dietro quell'immagine di Cuccia "bianco" che gli hanno appiccicato addosso e che non appaga i suoi desideri. Adesso considera la fusione con il SanPaolo "il frutto di un lungo lavoro" e anche se il pudore lo spinge ad allontanare dall'operazione qualsiasi coloritura di parte, si capisce benissimo che la politica è la sua passione segreta. "La grande politica - dice nell'intervista - non è quella che divide ma quella che unisce...deve essere però chiaro che con questo discorso non intendo affatto auspicare convergenze che si traducano in formule politiche come il centrismo o una grande coalizione". La difesa della Costituzione e del bipolarismo è la pietanza che si mangia ogni giorno a casa di Bazoli dove lo scalpitante professor Gitti, marito di sua figlia, butta sul piatto il tema del Partito Democratico aperto alle liste civiche. E quanto al ruolo "straordinario" che la fusione con il SanPaolo dovrà esercitare nel Paese, gli risponde oggi Arturo Parisi secondo il quale il successo delle fusioni bancarie si misurerà nel futuro. Un modo come un altro per dire ad Abramo-Bazoli che il suo momento per fare politica non è ancora arrivato. 3 – TRILATERAL, CAFONAL DEL POTERE Cliccando su "Wikipedia", l'enciclopedia libera di Internet, si legge alla voce "Trilateral" che l'organizzazione è una società segreta della quale non esiste un elenco pubblico dei membri e ha sede sociale a New York. L'enciclopedia di Internet farebbe bene ad aggiornare il suo dizionario perchè in realtà la Trilateral Commission, fondata nel '73 per iniziativa di David Rockefeller, di segreto non ha più niente. Basta cliccare sul sito di questa organizzazione, nata per raccogliere i leader mondiali, per trovare l'elenco aggiornato delle personalità che la guidano. E' passata molta acqua sotto i ponti da quando Rockefeller, Gianni Agnelli, Brezinski, si riunivano in segreto lasciando correre la leggenda di un potere forte che privilegiava i tecnocrati. Quella di oggi è una Trilateral devitalizzata che si riunisce alla luce del sole e mette insieme persone innocenti e romantiche come Gabriele Galateri di Genola, Maurizio Sella, Alessandro Profumo e Silvio Scaglia. A fine mese si riuniranno a Torino per discutere della Cina e dell'India in un incontro che durerà due giorni. E' previsto l'intervento di Romano Prodi, Paoletto Scaroni, Alessandro Profumo e Mario Monti, il presidente della Bocconi (la madre di tutti i sapientoni). Quando alla fine degli anni '70 il settimanale "L'Europeo" svelò per primo in Italia le riunioni della Trilateral e il ruolo di Gianni Agnelli, si gridò allo scandalo. Adesso Gianni Agnelli non c'è più e per i torinesi l'evento della Trilateral equivale al "Salone del Gusto".

16/10/2006

Documento n.6368

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