da Dagospia 30-7-2007 IL TEMPO DELLE MELE (UDC) E’ SCADUTO IN UN ALBERGO DI VIA VENETO..

in Rassegna Stampa
IL TEMPO DELLE MELE (UDC) E’ SCADUTO IN UN ALBERGO DI VIA VENETO COSIMO MELE: "SESSO CON UNA DONNINA? DOPO SEI GIORNI DA SOLO. E’ UN REATO?” SPOSATO CON QUATTRO FIGLI: “ANCHE I PARLAMENTARI DELL’UDC FANNO L’AMORE” Guido Ruotolo per La Stampa Onorevole, è lei il protagonista della notte tutta sesso e droga con due prostitute, nella suite dell’hotel Flora di via Veneto? «Non per come l’hanno raccontata i giornali. Se mi chiede se sono io che ho commesso una leggerezza, le rispondo di sì». La «caccia» all’onorevole è durata poco. Al primo tentativo, Cosimo Mele, deputato Udc di Carovigno, provincia di Brindisi, laureato in amministrazione aziendale e industriale, sposato con quattro figli, ammette con sofferenza. E proclama il suo stupore per il clamore della notizia. Deve ancora confessare la «scappatella» alla moglie: questione di ore, entro la notte, prima che lei legga i giornali.. Cosimo Mele è il politico che nella notte di venerdì, mentre i suoi colleghi erano impegnati in Aula a votare l’ordinamento giudiziario, è stato protagonista di questa «avventura» che poteva avere un epilogo diverso. Una delle ragazze è stata ricoverata al pronto soccorso del «San Giacomo» in stato confusionale: «Mi hanno costretta a prendere quelle pasticche...ma non ricordo perché...». Salvo poi cambiare versione: il parlamentare l’ha pagata per una notte in sua compagnia... (Cosimo Mele) Allora, onorevole, come sono andati i fatti? Lei e due donne nella suite dell’hotel di Fellini? Sesso e droga? «Veramente non me ne sono neanche accorto di questa ragazza che prendeva pasticche o quant’altro. A un certo punto ha dato fuori di testa e io ho chiamato la reception: “C’è una persona che non sta bene...”. E’ arrivata poi l’ambulanza. Ma come può far notizia un fatto del genere?». Si stupisce? «Siamo allo scempio generale. Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me». Le cronache parlano di due ragazze, anzi di due prostitute. «Era una. A un certo punto una sua amica l’ha raggiunta in albergo per parlarle e poi è andata via». Insomma, è tutto un equivoco? «Faccio una riflessione a voce alta: quanti parlamentari vanno a letto con le donnine? E’ un reato, per caso? Rendere pubblico il mio nome non è mica una impresa da premio Nobel. Io non faccio notizia». Converrà, onorevole, che lei milita in un partito, l’Udc, che dei valori della famiglia, della Chiesa ne ha fatto una bandiera... «E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale». (L'onorevole Silvio Sircana mentre dialoga con un trans da marciapiede - Foto da 'La Stampa') Ricorda la bufera che si è scatenata per la foto del portavoce del governo, Silvio Sircana, che parla con un transessuale? «Allora rilasciai una dichiarazione all’Ansa per dire che era una vicenda personale. No, questa storia non c’entra nulla con i valori della famiglia. Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione....». Ma la ragazza lei l’ha pagata? «Posso garantire che non mi ha chiesto nulla. Io gli ho fatto spontaneamente un regalo. Sono un uomo pubblico ed è giusto che chiarisca come sono andate le cose. Andrò in questura con il mio avvocato....». Non ha commesso alcun reato, onorevole. Lei è un parlamentare Udc che ha firmato la proposta di rendere pubblica l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei parlamentari.... «Le battaglie le faccio. La droga non l’ho assunta. Il problema dei problemi è uno solo: in che Paese viviamo?». Lo dica lei. «Ho sbagliato, ho commesso una leggerezza. Ma perché tutto questo clamore?». Persino il garante della Privacy ammette che è giusto pubblicare notizie della vita privata di un parlamentare se questo serve a cogliere una contraddizione nell’uomo politico che il cittadino ha votato. «Non gliene frega nulla al mio elettore se io vado con una donnina. A lui interessa che io risolva i problemi del territorio». Ma l’elettore pretende di sapere se chi lo rappresenta predica bene e razzola male. «Io predico bene e razzolo meglio». Adesso ne parlerà con sua moglie? «Lo dovrò fare. Non so se essere più distrutto per l’aspetto familiare o per la vergogna. Mi sembra di vivere un incubo. Vorrei svegliarmi e dire che è stato tutto un brutto sogno». Dagospia 30 Luglio 2007

30/07/2007

Documento n.6737

Sostieni i consumatori, sostieni ADUSBEF!

Puoi sostenere ADUSBEF anche attraverso il 5 x 1000: in fase di dichiarazione, indica il codice fiscale 03638881007

Informativa sull'uso dei Cookies

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.OK