Ansa (24-11-05) EURO: UE-12; ITALIANI SEMPRE SCETTICI, HA ALZATO PREZZI

in Rassegna Stampa

EURO: UE-12; ITALIANI SEMPRE SCETTICI, HA ALZATO PREZZI/ANSA EUROBAROMETRO,ITALIA IN FONDO CLASSIFICA PERCEZIONE MENETA UNICA BRUXELLES (ANSA) - BRUXELLES, 24 NOV - A quattro anni dall’introduzione della moneta unica la valutazione positiva del passaggio all’ euro continua a ridursi (anche se resta sopra la soglia del 50%) mentre si evidenzia che in Eurolandia e in Italia un numero crescente di persone ritiene che la moneta unica abbia contribuito sensibilmente all’aumento dei prezzi. A scattare l’istantanea del rapporto tra gli abitanti di Eurolandia e la loro moneta unica, quattro anno dopo la sua introduzione, è un sondaggio Eurobarometro realizzato per conto della Commissione Ue. Secondo il sondaggio, il giudizio complessivo sul passaggio all’euro è ancora globalmente positivo e il 51% del campione ritiene che l’operazione sia stata vantaggiosa. A ritenerla uno svantaggio è comunque il 39% degli intervistati, mentre per il 6% è stata neutra. I dati segnalano una chiara diminuzione della valutazione positiva ( dal 59% del 2002 al 51% attuale) e un aumento della valutazione negativa (dal 29% al 39%). In Italia esprime un giudizio positivo sull’arrivo dell’euro il 43% del campione, la stessa percentuale esprime parere negativo. Va registrato che l’Italia è il terz’ultimo paese per percezione positiva del passaggio alla moneta unica. A pesare sulla valutazione dell’euro è la percezione di un suo effetto diretto sull’aumento dei prezzi, che si registra in tutto l’area euro e che tocca il livello massimo in Italia. La schiacciante maggioranza del campione (78%) spiega infatti la valutazione negativa dell’euro con l’effetto che ha avuto la moneta unica sull’aumento dei prezzi, una percentuale che in Italia raggiunge il livello record dell’89%. Una domanda più specifica evidenzia come per il 93% del campione europeo l’euro abbia accentuato il rialzo dei prezzi, con picchi massimi del 97% in Spagna e del 95% in Italia e Grecia. I cittadini dell’area euro sono anche scettici sull’effetto dell’euro sull’ armonizzazione dei prezzi a livello europeo, che secondo il 53% del campione non ha avuto luogo. Per quanto riguarda gli aspetti pratici, per la maggioranza degli europei (53%) l’uso dell’euro non comporta più alcuna difficoltà, anche se per il 30% degli intervistati esiste ancora qualche difficoltà e per il 17% le difficoltà sono ancora molte. L’Italia è l’unico paese in controtendenza, dove la maggioranza del campione (38%) afferma di avere ancora difficoltà, mentre per il 31% le difficoltà nell’uso della moneta unica sono ancora molte. Per quanto riguarda il riconoscimento e la manipolazione dei biglietti e delle banconote, il 73% degli europei sembra a suo agio con le monete (in Italia 77%) e il 93% con le banconote (in Italia 94%). L’euro sembra aver sostituito quasi completamente le vecchie divise per il calcolo delle piccole spese, ma resiste l’ abitudine di calcolare le grandi somme nelle vecchie monete nazionali, che è comune al 43% degli europei e al 38% degli italiani. Gli acquisti quotidiani sono calcolati direttamente in euro dal 56% degli europei e dal 45% degli italiani. La moneta unica ha cambiato considerevolmente i comportamenti del 65% dei consumatori. Il 39% del campione Ue afferma infatti di comprare meno perché teme di spendere troppo, mentre il 26% ritiene di comprare di più perché non riesce a rendersi conto di quanto spende. Il 34% ritiene invece che il proprio comportamento sia rimasto invariato. In Italia le stesse percentuali sono rispettivamente al 44% (meno acquisti), 26% (più acquisti) e 30% (invariato). Va registrato che, dopo la Germania, l’Italia è il paese in cui è più diffuso il comportamento di acquistare meno per paura di spendere troppo. Passando alla denominazione delle monete, il 58% del campione di Eurolandia ritiene che il numero sia adeguato, mentre il 36% pensa che siano troppe e il 4% che siano troppo poche (2% non sa). In Italia a pensare che ci siano troppe monete è il 53% del campione (secondo risultato più elevato d’Europa), mentre il 46% ritiene che il numero sia adeguato. Posto davanti alla possibilità di eliminare alcune delle monete, il 58% degli europei ha indicato quella da un centesimo e il 52% quella da due centesimi. I livelli più elevati sono stati registrati in Italia, dove il 73% degli intervistati eliminerebbe la moneta da un centesimo e il 66% quella da due centesimi.(ANSA).

25/11/2005

Documento n.5305

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