Il PuntO. Euro: ancora soli, ad arrangiarci. Ed a pagare

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EURO: ANCORA SOLI, AD ARRANGIARCI. ED A PAGARE.Di Mauro Novelli

Changeover in teoria: il primo dicembre 2001, monete e banconote in euro alla grande distribuzione. Il 15 dicembre agli esercizi normali. Lo stesso giorno, monete ai cittadini consumatori.Forse la grande distribuzione si è approvvigionata, ma la maggior parte dei dettaglianti no: su 3 milioni di sacchetti predisposti, neanche un decimo era stato ritirato a fine dicembre. Due le motivazioni: 1) la penalizzazione di oltre 50 milioni di lire per quegli esercenti che avessero smarrito banconote in euro o che ne avessero subito il furto. 2) gli atteggiamenti di molti direttori di agenzie bancarie miranti a scoraggiare (se non ad impedire) il ritiro delle nuove banconote: "?e? troppo rischioso per voi e comunque nessuno toccherà il pacco-euro di sua spettanza? sta qui, è suo,??.. quando decide??".Con la prima, il burocrate ha salvaguardato i suoi obbiettivi (non avere noie dal changeover) scaricando sui negozianti l?abnorme penalità in caso di problemi. Con la seconda le banche hanno limitato fortemente la diffusione di euro i primi giorni di doppia circolazione: i cittadini sono dovuti ricorrere ai loro servizi, non certo gratuiti. Infatti, chi ha voluto avere a disposizione la nuova moneta, non ottenendola quale resto dei loro pagamenti, si è arrangiato in vari modi.Changeover in pratica: poiché sono risultate impraticabili le "naturali" fonti gratuite di approvvigionamento, le banconote in euro sono state immesse nel circuito nazionale dai cittadini-consumatori-correntisti, col ricorso obbligato al Bancomat (al costo di una riga di estratto conto), spesso di altri istituti (al costo aggiuntivo della commissione per aver utilizzato ATM di altre banche). [ Chi scrive ha verificato che nelle due agenzie della propria banca vicino casa, lo sportello Bancomat non ha funzionato dal 23 dicembre al 2 gennaio. Compresi.]Non a caso si sono avute impennate sia nel prelievo di contante, che nell?uso del PagoBancomat.[A fine trimestre i correntisti faranno i conti dei costi affrontati].Ma le banche ringraziano anche l?insipiente decisione della BCE di non permettere la consegna di banconote ai cittadini di Eurolandia prima del 1° gennaio 2002 (la Commissione ha premuto fino alla fine per cercare di far rivedere tale infantile decisione). "Per evitare ai falsari di avere, con quindici giorni d?anticipo, la possibilità di entrare in possesso di originali???" si è sostenuto dai banchieri di Francoforte. Come se la criminalità organizzata avesse bisogno della banconota consegnata al cittadino Rossi il 15 dicembre per avere un pezzo da 5 euro da copiare; come se la totalità delle unità di grande distribuzione europea fosse immune da contatti/pressioni/controlli della mala; come se già dal primo dicembre i falsari non stessero analizzando il "materiale".Poi, le pagelle: "I cittadini italiani utilizzano l?euro molto meno degli altri??..anche la Grecia ci ha sorpassato nelle transazioni con la nuova moneta??? !!!" E giù a mettere fretta ed a stilare quelle liste, tanto care a chi soffre di complessi di inferiorità ed ha bisogno di veder ribadita, sbandierandola, la sua alta posizione in graduatoria.Risultato: l?euro sta rimpiazzando la lira a costi non indifferenti per i cittadini; le banconote da 5 euro (che potevano essere, in numero adeguato, consegnate ai consumatori fin dal 15 dicembre) scarseggiano; le banche rifiutano di cambiare i sacchetti di lire portati da clienti e non, ma il direttore di un ufficio postale di Messina ha pagato anche cinque chili di pensione ai titolari in fila. Ci siamo arrangiati, ma abbiamo il dovere di fare i conti di quanto ci è costato, di chi ci ha guadagnato (lecitamente o meno) e quanto.Per i "mercanti" l?euro, evento storico ed epocale, è una occasione di arraffo-business come altre. Compatiamoli.

12/01/2002

Documento n.3062

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