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La PignattA n° 47 (30-9-09)- Si prospetta lo ius variandi anche per i prodotti assicurativi. Di M. Novelli

La PignattA n° 47Perché le banche sì e noi no?Si prospetta lo ius variandi anche per i prodotti assicurativi.Di Mauro Novelli 30-9-2009Nell’ultimo Bollettino dell’Antitrust (n° 36/2009) si riporta il parere dell’Autorità circa lo schema di regolamento circa gli obblighi di informazione e di pubblicita' dei prodotti assicurativi, parere richiesto dall’ISVAP il 6 lugliuo scorso.Tale schema introduce importanti novità, sia per quanto riguarda le polizze assicurative connesse ai rapporti di mutuo e di altre forme di finanziamento, i sia per quanto riguarda gli obblighi informativi per i prodotti assicurativi vita, ivi inclusi quelli a contenuto spiccatamente finanziario come le polizze unit linked e index linked, e per i prodotti assicurativi danni (ivi inclusa la RC Auto).L’articolato parere dell’Antitrust solleva, però, un serio problema che forse è sfuggito ai segugi dell’ISVAP:(pag. 36 del Bollettino) […]Infine, con riferimento all’informativa in corso di contratto, lo Schema di regolamento, sia per lepolizze rami vita che per quelle rami danni, prevede la possibilità che elementi essenziali delcontratto varino nel tempo. Al riguardo, in via generale, è opportuno che il cliente ricevaun’adeguata e tempestiva informativa su ogni accadimento che incida su elementi essenziali dellapolizza (ad esempio, prestazioni dovute dall’impresa di assicurazioni, andamentodell’investimento, importo del premio da versare). Più nello specifico, lo Schema di regolamentoappare sottendere l’eventualità che le imprese di assicurazioni si avvalgano di una sorta di iusvariandi delle condizioni contrattuali. Al riguardo, si esprimono perplessità che tale facoltà possariferirsi a profili essenziali del contratto, se non in casi eccezionali e laddove consentito dallanormativa primaria di riferimento. Infatti, la modifica di elementi essenziali del contratto, tanto piùse in senso peggiorativo al cliente, vanifica gli effetti del processo di ricerca del consumatore e,laddove ciò sia consentito dalla normativa vigente, deve essere accompagnata da adeguatimeccanismi che consentano la mobilità della clientela. A questi fini, appare necessario che loSchema di regolamento evidenzi come la modifica delle condizioni possa essere attuata solo seconsentita dalla normativa vigente e per ragioni eccezionali, nel rispetto di importanti cautele inmateria di trasparenza. In particolare, la disciplina dovrebbe specificare di inviare al cliente unacomunicazione personale e preventiva rispetto alle modifiche da attuare, contenente una chiaradescrizione della modifica intervenuta, delle ragioni sottostanti e del diritto di recedere dalcontratto entro un tempo ragionevole, senza oneri e spese.In conclusione, l’Autorità ritiene lo Schema di regolamento prevede un’importante disciplina inmerito alle polizze assicurative connesse ai rapporti di finanziamento e condivide i principi disemplificazione e razionalizzazione che permeano la regolazione degli obblighi informativi. Nellospirito di piena cooperazione tra le Autorità preposte alla vigilanza e tutela dei mercati finanziari,auspica che le osservazioni sopra svolte costituiscano un utile contributo di modo che sia favoritoil confronto concorrenziale tra prodotti offerti sul mercato, con benefici per la generalità deiconsumatori, in termini anche di minori prezzi.[…]Non commentiamo. Ci limitiamo a ricordare che tali modifiche devono sottintendere un “giustificato motivo”, peculiare concetto giuridico e non semplice opportunità commerciale.L’articolo 10 del decreto Bersani del 2006 ha liberalizzato lo jus variandi per le banche , promuovendolo definitivamente a loro “diritto naturale”. Gli istituti di credito si son visti scolpire nel marmo la facoltà di modificare i termini finanziari dei servizi offerti alla clientela. Potevamo lasciar fuori da questa grazia di dio le assicurazioni? Tranquilli: ha provveduto l’Isvap!

30/09/2009

Documento n.7482

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