DERIVATI: RIAPRIRE INDAGINE PENALE ARCHIVIATA DA PROCURA DI ROMA SUL MEF, MINISTRI, DIRIGENTI

pubblicato il 13/12/2017 in Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPA

 

DERIVATI: RIAPRIRE INDAGINE PENALE ARCHIVIATA DA PROCURA DI ROMA SUL MEF

 

   Il 22 gennaio 2016, dopo circostanziate denunce Adusbef, il collegio per i reati ministeriali depositò l’ordinanza di archiviazione già formulata il 30 marzo 2015 dal pubblico ministero, a carico dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti e l’attuale ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che non commisero alcun reato quando decisero di pagare in favore di Morgan Stanley & Co.International 3,1 miliardi di euro, in applicazione della clausola di early termination (risoluzione anticipata) dei contratti di swap (derivati) stipulati dall’Italia tra il 1994 e il 2008.

   Contratti derivati stipulati dal Tesoro dai tempi dell’ex direttore generale Mario Draghi, pari a 163 miliardi di euro- che secondo dati diffusi dal Mef avevano un valore di mercato negativo per oltre 42 miliardi di euro, costati all’Erario ben 24 miliardi di euro negli ultimi 4 anni (2013-2016) al ritmo di 6 mld di euro l’anno, con conseguente aumento del debito pubblico, arrivato così a 2.284 mld di euro.

   Nell’audizione odierna davanti la Commissione banche della Corte dei Conti, è stato quantificato e contestato il danno collegato a comportamenti ampiamente colpevoli non solo dei responsabili di Morgan Stanley ma anche dei dirigenti del Mef, i cui contratti offrivano vantaggi di circa 40 milioni di euro l’anno per il Tesoro, che non può certo essere paragonato ai 4 miliardi effettivamente pagati.

    "Contraendo i derivati" con Morgan Stanley tramite il Tesoro, "la Repubblica italiana ha contratto un debito di ammontare indefinito e incerto, stocastico" conferma il sostituto procuratore della Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti Massimiliano Minerva. I pm hanno anche sottolineato il ruolo chiave di Maria Cannata: nella gestione dei contratti con la Morgan Stanley, "la dottoressa Maria Cannata aveva un ruolo dominante, firmava tutti i decreti e approvava i contratti. I controlli interni erano inadeguati o assenti e, quindi, c'era un problema di organizzazione della struttura del Mef".

  Alla luce delle contestazioni già effettuate in merito a clausole asimmetriche, oscure e vessatorie su contratti derivati stipulati dal Tesoro con le banche di affari, con i giudici contabili che hanno accusato Morgan Stanley di sfruttare la sua posizione incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato, con la responsabilità del 70% dei 4,1 miliardi di danni, mentre il 30% per colpa del ministero, con la Cannata responsabile di Bot e Btp coi predecessori La Via, Siniscalco e Grilli, e sulle porte girevoli di dirigenti del Tesoro e ministri, assoldati dalle banche di affari, con Draghi arruolato da Goldman Sachs, Siniscalco da Morgan Stanley, Grilli da Jp Morgan, occorre riaprire quell’inchiesta chiusa frettolosamente dal Tribunale dei Ministri, per verificare anche le responsabilità penali ed i gravi danni procurati allo Stato.

 

13/12/2017

Documento n.10125

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