BANCA POPOLARE DI VICENZA - Chiuse le nuove indagini sull’ostacolo alla vigilanza. L’avviso recapitato agli otto indagati sulla passata gestione. ADUSBEF, rappresentata dall'avvocato Fulvio Cavallari, 'puo' costituirsi parte civile perche'', scrive il giudice per l'udienza preliminare, 'l'ente ha allegato ampia documentazione attestante l'attivita' compiuta nell'ambito dell'informazione, prevenzione e assistenza dei risparmiatori coinvolti'. - Al dibattimento, che seguira' l'udienza preliminare, sara' ancora possibile costituirsi parte civile da parte dei risparmiatori. Prossima udienza fissata al 21 aprile 2018 per la riunione dei procedimenti.

pubblicato il 27/02/2018 in Comunicati stampa

Dopo le numerose denunce ADUSBEF sin dall’anno 2008, la Procura di Vicenza ha finalmente chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente Gianni Zonin e per altri sei ex dirigenti della Banca Popolare di Vicenza, al termine dell’inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alle attività di vigilanza e falso in prospetto: nel mirino i prezzi delle azioni (poi azzerate) e i cosiddetti «prestiti baciati», ovvero l’acquisto di azioni in aumento di capitale con finanziamenti da parte della stessa banca.

E’ stato chiesto il giudizio anche per  l'ex direttore generale Samuele Sorato, oltre che la stessa banca, anche all'ex consigliere, Giuseppe Zigliotto, all'ex vice Dg responsabile della divisione mercati, Emanuele Giustini, dell'ex vice Dg dell'area finanza, Andrea Piazzetta, all'ex vice Dg della divisione crediti, Paolo Marin, e al dirigente proposto alla redazione dei documenti contabili, Massimiliano Pellegrini.

          L’inizio dell’udienza preliminare è fissata al 12 dicembre 2017 davanti al GUP del Tribunale di Vicenza.

Per i reati cointestati viene chiamata in causa anche la banca in liquidazione, indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

          Per quanto riguarda l'aggiotaggio agli indagati viene contestato di aver diffuso "notizie false" e posto in essere "operazioni simulate ed altri artifici, concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione delle azioni Bpvi" e "ad incidere in modo significativo sull'affidamento riposto dal pubblico nella stabilità patrimoniale" della banca.

          Sotto accusa la prassi dei finanziamenti concessi ai clienti per la sottoscrizione delle azioni emesse dalla banca "per un controvalore complessivo di circa 963 milioni di euro", spesso accompagnati dall'impegno al riacquisto delle azioni, senza aver iscritto al passivo dello stato patrimoniale un'analoga riserva indisponibile per il 'finanziamento' del proprio capitale.

          Una prassi non comunicata al mercato, destinatario dunque di "notizie fase", veicolate nei bilanci e nei comunicati stampa, in merito alla "reale entità del patrimonio" e della "solidità" della banca, nonché alla "crescita progressiva della compagine sociale" e "al buon esito delle operazioni di aumento di capitale del 2013 e del 2014".

ADUSBEF, che segue dall'inizio e da vicino la vicenda, mette a disposizione i suoi legali per la difesa congiunta di tutti i risparmiatori danneggiati!!

          Per partecipare alla costituzione collettiva nell'instaurando processo penale presso il Tribunale di Vicenza, è sufficiente inviare apposita richiesta a mezzo e-mail ad adusbefutenti@gmail.com  e sarete contattati al più presto dai nostri avvocati.

Ufficio Legale Adusbef  

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27/02/2018

Documento n.10116

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