Senato. Intervento di E. Lannutti sulla manovra. 21-12-2011

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio che non c'è, pochi giorni fa abbiamo ed ho votato la fiducia nella speranza che il suo Governo potesse placare l'attacco speculativo dei mercati contro l'Italia, limitare la dittatura degli spread, alleviare il pesante tributo che grava sugli onesti e sui giovani, senza speranza, individui relegati a comparse dalla cricca finanziaria mondiale composta da una dozzina di soggetti, agenzie di rating, banche d'affari, Goldman Sachs, fondi speculativi e collusi banchieri centrali, che in un Far West senza regole pratica l'azzardo morale con swap, derivati e denaro dal nulla e alla stessa stregua dei falsari decide sui destini del mondo, disseminando macerie sul suo cammino per mera avidità di guadagni. Ci eravamo illusi che la sospensione della democrazia, con la sostituzione di tecnocrati ed ottimati scelti della dittatura dei mercati e dalle cancellerie europee potesse restituire speranza di equità e certezza di futuro con misure di austerità, taglia sperperi e sprechi, chiedendo in particolare a monopoli, oligopoli e cartelli, ai furbetti parassiti, evasori ed a coloro che si sono arricchiti a danno degli onesti, di iniziare a pagare il conto. Ma invece di trovare misure di equità e rigore nel decreto che avete denominato "salva-Italia", sul quale chiederete il voto di fiducia, abbiamo individuato le norme "salva-banche", salva voi stessi. (Applausi dal Gruppo LNP) come la garanzia statale sui bond bancari, ossia 858 miliardi di titoli tossici o semitossici che nessuno vuole, l'obbligo di aprire un conto corrente imposto a 6-7 milioni di cittadini e pensionati al minimo, che avete additato come evasori e che hanno tutto il diritto di decidere se cadere o meno nelle grinfie dei banchieri; misure di favore per Chiesa e Fondazioni bancarie, esentate dall'ICI. E' per quella schiera di tecnocrati che potrà continuare indisturbata a cumulare lauti stipendi e doppie prebende, arbitrati e collaudi, mentre il Paese brucia e voi chiedete sacrifici alla povera gente. Mi riferisco all'ultra casta, a quella giustizia amministrativa, cooptata nei Ministeri, spesso da interessi economici, sempre gli stessi e buoni per tutte le stagioni che può liberamente disporre del libero arbitrio dei comuni mortali e perfino del Parlamento. Ci saremmo aspettati nel decreto "salva-banche", al posto dell'obbligo di aprire un conto corrente bancario che lo ricordiamo è di 295,66 euro contro 114 della media europea... (Commenti dal Gruppo IdV) ...non importa..., l'inserimento di una norma che impegnasse il Governo ad aprire una trattativa con la Svizzera. Non avete fatto nulla. Ieri sera è stato approvato con grande fatica un ordine del giorno dell'Italia dei Valori. Avrei votato la manovra se invece di assimilare i pensionati al minimo agli evasori, offrendo alle banche nuove terre vergini da sfruttare, come ammonisce Zygmunt Bauman, avesse applicato una tassa sui capitali scudati che non fosse risibile ed offensiva per i contribuenti onesti, una imposta non dell'1 ma del 20 che avrebbe consentito il recupero di 21 miliardi. Non sono un politico di professione avendo speso buona parte della mia vita a battermi per le cause dei giusti, a tutelare i diritti di quegli stessi consumatori e utenti vessati e taglieggiati da buona parte dei Ministri e Sottosegretari che siedono, signor Presidente del Consiglio che non c'è, nel suo Governo. Non ritengo quindi di appartenere alle caste, oggetto dell'indignazione popolare, ma anche di una caccia alle streghe, orchestrata da servili mezzi di informazione, la cupidigia del servilismo descritta da Paolo Sylos Labini, ed interpretata da buona parte dei giornalisti, qualche sera fa anche da Corrado Formigli in Piazzapulita, dove titolava: «Monti contro le Caste». Ma come? Se all'interno del Governo, signor Presidente del Consiglio che non c'è, ci sono le ultracaste, dite che siete contro le caste! Ma lo sapete che quando si perde il lavoro a 50 anni non se ne trova più un altro? E ci sono stati 40 milioni di posti di lavoro distrutti dalla responsabilità dei signori bankster che siedono nel suo Governo (dall'Aula è uscito anche un Ministro poco fa). Lo sapete che c'è una falcidie dei posti di lavoro? Bisogna correggere gli eccessi, ridurre i costi della politica, condurre gli stipendi dei parlamentari alla media europea, abrogare i privilegi e le auto blu, fare un salutare bagno di sobrietà e austerità, restituire dignità alla politica intesa come servizio agli interessi generali e al bene comune. Tutti devono dare il buon esempio, anche le supercaste che predicano bene e razzolano male, accumulando incarichi ed incassando prebende. Ma il Governo è al corrente di avere prorogato Mastropasqua, un collezionista di poltrone (ben 24!) fino al 2014? E lei, signor Presidente del Consiglio che non c'è, che predica trasparenza, sobrietà, etica e moralità nei comportamenti, ha mai reso noti i compensi percepiti da Goldman Sachs (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Rizzotti)e dalle altre grandi corporation che aveva attaccato durante gli anni in cui è stato commissario europeo all'Antitrust? Neppure Mario Draghi, l'altro salvatore delle Patrie, a libro paga di Goldman Sachs, ha mai voluto adempiere a queste richieste di trasparenza minimale! Non voglio ripetere, per il decoro di quest'Aula, la famosa frase che pronunciò Ricucci durante le scalate estive e la stagione dei furbetti del quartierino che ben si attaglia a lei, signor Presidente del Consiglio che non c'è, e a buona parte dei Ministri e Sottosegretari del suo Governo. Ma penso che invece di fare propaganda a buon mercato, anche voi avreste il dovere di dare il buon esempio, quel buon esempio che chiedete sempre e che gli altri devono dare e voi non lo date mai. La crisi sistemica è il frutto avvelenato della finanza derivata, dell'azzardo morale dei banchieri - oggi ricordato in prima pagina de «la Repubblica» perfino da Barbara Spinelli come assillo che avvelena l'Europa - dell'ideologia del debito. Vivere a credito dà dipendenza come poche altre droghe. Decenni di abbondante disponibilità di una droga non possono che portare ad uno shock, ad un trauma quando la disponibilità cessa. Oggi ci viene proposta dal Governo dei banchieri, capeggiato dal signor Presidente del Consiglio che non c'è, una via d'uscita apparentemente semplice dallo shock che affligge sia i tossicodipendenti che gli spacciatori, spacciatori di moneta falsa (banche e Goldman Sachs): riprendere con auspicabile regolarità la fornitura di droga, ossia delle carte di debito. Andare alla radice del problema non significa risolverlo all'istante; è però l'unica soluzione che possa rivelarsi adeguata all'enormità del problema ed a sopravvivere alla intensa seppur relativamente breve sofferenza determinata dalla crisi di astinenza. Per queste ragioni, signor Presidente del Consiglio che non c'è, sono spiacente di non poter votare una manovra iniqua e depressiva. Il decreto salva-Italia ammazza la crescita e deprime i consumi perché toglie ai cittadini, ai pensionati, alle famiglie ed alla povera gente quell'ossigeno necessario per sopravvivere, ed al contempo trasferisce i loro sacrifici ed il loro sudore in una grande partita di giro, che definisco di raggiro, a quei bankster, suoi compagni di strada, signor Presidente del Consiglio che non c'è, e a tutti i responsabili della crisi economica che stiamo attraversando. Lo rammenti nella sua azione di Governo: il frutto avvelenato della finanza derivata, dell'azzardo morale dei banchieri, dell'ideologia del debito non si risolve ingrassando le banche con l'istigazione ad indebitarsi ad al ricorso massivo all'uso delle carte di credito, ma con la sobrietà, l'austerità, il senso della misura, con il denaro reale, con i guadagni certi, quelli dei vecchi, non con il denaro virtuale e l'illusione salvifica della moneta di plastica imposta da Goldman Sachs. (Applausi dai Gruppi Idv e LNP e della senatrice Rizzotti. Congratulazioni).

21/12/2011

Documento n.9109

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