Senato. Interrogazione di Lannutti su Patti Chiari

Interrogazione con risposta in commissione Al Ministro dell'economia e delle finanze; Premesso che:dopo il fallimento più totale di Patti Chiari, un costosissimo sito di informazione predisposto dall’Abi, Associazione bancaria italiana allegramente finanziato dalle banche per reclamizzare con la massima affidabilità,ossia la bollinatura della tripla “A” alcuni titoli quali Lehman Brothers ed altre decine di titoli tossici, l’Abi con una operazione gattopardesca e camaleontica, ha istituito Patti Chiari 2, con una conferenza stampa del 27 aprile 2009 a Milano, dalle analoghe caratterittiche del sito precdente;nel paniere di PattiChiari 1 infatti, predisposto dall'Associazione bancaria italiana (ABI) per “accrescere la consapevolezza della clientela nella scelta degli investimenti”, nella lista delle obbligazioni definite a basso rischio aggiornata al 1° ottobre 2008, oltre a Lehman Brothers con la bollinatura della massima affidabilità erano presenti ben 47 titoli di istituti di credito già falliti o salvati da interventi pubblici;in particolare, nel paniere figuravano: i bond della Fortis, il principale guppo di servizi finanziari belga recentemente nazionalizzato con l'intervento congiunto dei governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo; obbligazioni del gruppo Dexia, società bancaria oggetto di sostegno urgente della Cassa depositi e prestiti francese; emissioni di Hypo Real Estate Bank, holding societaria in forte difficoltà a causa di perdite accumulate dalle speculazioni della sua controllata Depfa Bank; così ancora emissioni di Anglo Irish Bank, BK Ireland, Allied Bank, Glitinr e bond della Northern Rock, banca che il governo inglese ha salvato dal fallimento la scorsa estate;nel medesimo elenco delle obbligazioni a basso rischio di PattiChiari erano inclusi titoli Lehman Brothers, presentati al pubblico dei piccoli investitori come affidabili fino alla vigilia del fallimento, consigliando come un buon investimento le obbligazioni di banche quali Merryl Lynch, Wachovia e Bear Stearns, tutte in palese difficoltà, mentre si sconsigliava l’acquisto dei titoli di Stato italiani,quali i buoni del tesoro pluriennali (BTP), perché considerati rischiosi;per tentare di arginare i gravi danni inferti alla credibilità del sistema bancario, essendo noto che ad Abi e banche non è mai interessata la tutela di risparmiatori ed investitori,spesso truffati dai loro cattivi consigli, l’associazione bancaria,dopo aver chiamato il prof. Filippo Cavazzuti a presidere Patti Chiari, ha imbastito una operazione di restyling fondando due appositi e costosi comitati assoldando nel ruolo di garanti membri delle associazioni dei consumatori ed esponenti di vertici del mondo accademico;il 27 aprile 2009,in una pomposa conferenza stampa,hanno presentato al pubblico il parto della loro operazione,sulla quale le due tra le più importanti associazioni di consumatori hanno espresso dubbi e riserve;in un comunicato stampa diramato il 29 aprile 2009 infatti,le due tra le più note associazioni di consumatori,così esprimevano le loro valutazioni sulla camaleontica operazione dell’ABI: “Adusbef e Federconsumatori non vedono tangibili differenze tra il sito di Patti Chiari 1, che promuoveva con la bollinatura della massima affidabilità al pubblico dei risparmiatori le obbligazioni Lehman Broters ed altri 47 titoli tossici, sconsigliando, al contrario come rischiosi, i titoli di stato italiani come i BTP, ed il restyling del Patti Chiari 2,gattopardesca operazione trasformistica per abbindolare i creduloni. Il consorzio 'Patti Chiari 2' voluto dall'Associazione bancaria italiana (Abi) per rendere più trasparente e paritario il rapporto tra istituti di credito e clienti, ha le stesse regole si sempre per tentare di abbindolare gli allocchi sulla bontà degli investimenti emessi dalle stesse banche con il concorso di quei soggetti che avrebbero il dovere di terzietà ed equidistanza, non di andare a braccetto con le banche per suffragarne le malefatte. Federconsumatori ed Adusbef non si uniscono al coro su operazioni disdicevoli per la tutela dei diritti dei cittadini, pronte a rivedere le loro posizioni quando banche ed Abi, metteranno mano al portafogli utilizzando le risorse, non per prezzolare i consensi, ma per risarcire le decine di migliaia di vittime di Patti Chiari, truffate da un sito che reclamizzava come affidabili gli investimenti con sottostante Lehman Brothers ed altri 57 titoli tossici, pubblicizzandoli con la massima affidabilità fino 15 settembre 2008,ossia due giorni dopo il fallimento. Sappiano Abi e banche,aduse ad acquistare tutti alla propria causa,che la dignità dei risparmiatori e delle loro associazioni con la schiena dritta, non ha prezzo !”;le tredici associazioni dei consumatori che hanno sottoscritto il protocollo di intesa con Abi-Patti Chiari, tutte iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti) sono Adiconsum,Adoc, Altroconsumo, Assoutenti,Cittadinazattiva,Codacons,Codici,Confconsumatori,La Casa del Consumatore, Lega Consumatori Acli,Movimento Consumatori Arci,Movimento Difesa del Cittadino, Unione nAzionale Consumatori;Nel Comitato di Consultazione di Patti Chiari 2,presieduto dal Prof. Pippo Ranci, ci sono tra gli altri come consiglieri il Prof Guido Alpa; gli avv.Ettore Battelli e Luciano Fanti,il dottor Stefano Godano ed il dottor Giustino Trincia;nel Comitato tecnico per i motori di informazione e confronto, presieduto dal prof. Paolo Legrenzi, risultano consiglieri l’avv. Maria Stella Anastasi,i prof. Marco Gamabro, Paolo Onofri, Lorenzo sacconi, la dott.ssa Anna Vizzari; Considerato che:l’Abi aveva inaugurato il sistema delle porte girevoli, non soltanto tra le autorità come Consob e Banca d’Italia che di indipendenza hanno solo il titolo sulla carta intestata essendo spesso colluse con le banche, come emerge sempre più spesso dagli atti processuali, ultimo il processo Parmalat con i magistrati di Parma che hanno accusato nei giorni scorsi Consob di omessa vigilanza in un crack di ben 14 miliardi di euro, ma anche con esponenti di associazioni dei consumatori;dopo aver attinto molti anni fa dai ranghi della Consob il signor Giuseppe Zadra quale direttore generale,l’Abi lo ha sostituito il 24 giugno 2009 con Giovanni Sabatini,che proveniva dalla stessa Consob,ma per non sfigurare con i consumatori, ha sostituito in data 1 febbraio 2010 la signora Donata Monti andata in pensione il giorno prima, già segretaria nazionale Adiconsum che dal 2003 dirigeva per l’Abi i rapporti con i consumatori,con il signor Giustino Trincia, proveniente da Cittadinanzattiva,nominato dall’Abi dirigente dell’ufficio rapporti con i consumatori;alcune delle associazioni di consumatori firmatarie del protocollo con Patti Chiari,già si erano distinte nel 2007 in occasione della trattativa con l’Abi per la negoziazione delle penali dei vecchi mutui derivante dalle lenzuolate Bersani sulle liberalizzazioni con interventi non proprio favorevoli ai diritti ed interessi dei debitori.Per sapere:quali siano i costi vecchi e nuovi di una operazione gattopardesca come Patti Chiari,che a giudizio dell’interrogante non ha la finalità di una informaizoen corretta e trasparente sui servizi bancari e finanziari offerti all’utenza;se il Governo ritenga normale il sistema delle porte girevoli istituito dall’Abi con Consob ed associazioni di consumatori;se corrisponda al vero che i consiglieri di Patti Chiari ricevano un appannaggio mensile per la prestazione svolta,non proprio a tutela dei consumatori utenti;se il Governo non ritenga opportuno intervenire con urgenza, nell'ambito delle proprie competenze, affinché si ponga fine a comportamenti scorretti,vessatori e fraudolenti nei confronti dei risparmiatori, interrompendo ogni eventuale circuito vizioso di accordi interni agli istituti di credito che hanno l'effetto di fuorviare i piccoli risparmiatori, attraverso pratiche o atteggiamenti lesivi della trasparenza di mercato e dei diritti dei clienti degli istituti stessi.Lannutti

28/09/2010

Documento n.8724

Sostieni i consumatori, sostieni ADUSBEF!

Puoi sostenere ADUSBEF anche attraverso il 5 x 1000: in fase di dichiarazione, indica il codice fiscale 03638881007

Informativa sull'uso dei Cookies

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.OK