Senato. Interpellanza di E. Lannutti su Spese delle Province e su ex presidente provincia Firenze Matteo Renzi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00525


Atto n. 2-00525

Pubblicato il 25 settembre 2012, nella seduta n. 800

LANNUTTI - Ai Ministri per gli affari regionali, il turismo e lo sport e dell'interno. -

Premesso che:

gli elevatissimi costi di gestione delle province italiane che gravano sui cittadini contribuenti, gli sperperi, gli sprechi e le disinvolte gestioni di taluni presidenti ed amministratori, riportate dalle cronache giornalistiche, hanno indotto il Governo a varare un riordino, con l'obiettivo di una riduzione di spese e debiti elevati, che nella scorsa estate ha acceso vibrate proteste e manifestazioni di piazza. Il presidente stesso dell'Unione delle province d'Italia, Giuseppe Castiglione, ha protestato sulle difficoltà per raggiungere i tagli concordati con il Governo. Un lancio dell'Ansa del 21 settembre 2012, ne riporta le affermazioni: «"Le Province hanno già ridotto il proprio debito nel 2012, e in piena autonomia. I 100 milioni che la spending review ha destinato a questo scopo devono essere utilizzati per ridurre i 500 milioni di tagli imposti": lo chiede il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al ministro dell'Economia, Vittorio Grilli e al ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. "Nel 2012, secondo un primo monitoraggio Upi - spiega nella lettera - le Province hanno già abbondantemente realizzato un abbattimento del proprio debito di oltre 140 milioni di euro. I 100 milioni che la spending review assegna a questo scopo non servono, mentre è indispensabile che siano utilizzati per ridurre l'ammontare dei tagli". Castiglione ribadisce poi la "situazione di estrema difficoltà in cui versano i bilanci provinciali a seguito della riduzione di risorse per l'anno 2012 per 500 milioni" e le "fortissime perplessità in ordine alla metodologia e all'utilizzo dei dati contenuti nella banca dati Siope, così come emersi dall'esame del Commissario Enrico Bondi", tanto che "molte province saranno in difficoltà nella fase di equilibrio dei bilanci e soprattutto nella previsione di rispetto degli obiettivi di patto di stabilità interno assegnati". La riduzione di 500 milioni nel 2012 e addirittura di 1 miliardo per l'anno 2013, scrive Castiglione, segna di fatto la volontà di vanificare un percorso di maggiore efficienza delle spese delle Province. "Occorre infatti ricordare che il 2012 per le Province si apre con una riduzione di risorse di 915 milioni di euro, per le manovre finanziarie del 2011, che diventerebbero quasi due miliardi dal 2013! Una cifra - sottolinea il presidente Upi - assolutamente abnorme e non congrua rispetto al volume di risorse che le Province gestiscono. Basti pensare che la riduzione di 500 milioni di euro per il 2012 è la medesima che viene richiesta ai Comuni che hanno una spesa per consumi intermedi 8 volte superiore ed una spesa corrente che è 6 volte quella delle Province". Da qui la richiesta di alleggerire il taglio, per "mantenere il comparto in equilibrio di bilancio, soprattutto non creando le condizioni per uno sforamento generalizzato del patto da parte delle Province, il cui onere per la finanza pubblica - conclude Castiglione - potrebbe essere assai più ingente della riduzione di taglio"»;

nella gestione disinvolta dei fondi pubblici dei partiti, oggetto di gravissimi scandali, come l'ultimo alla Regione Lazio che vedrebbe coinvolti numerosi consiglieri sorpresi ad utilizzare rimborsi per acquistare beni e servizi e perfino vacanze nelle località più ambite, si innesca la polemica sulla gestione dell'ex presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi;

scrive Davide Vecchi per "il Fatto Quotidiano" del 21 settembre 2012: «Aragoste, vini pregiati, soggiorni negli Stati Uniti, biglietti aerei, cene, pasticcini e fiori: il giovanissimo Matteo Renzi, quando era presidente della Provincia di Firenze, si è adeguato con estrema disinvoltura al modus operandi dei politici di professione. E così, tra gli spaghetti al caviale di Luigi Lusi e gli sprechi della giunta regionale di Renata Polverini per la comunicazione, l'attuale sindaco di Firenze e possibile candidato premier per il centrosinistra si insinua tra i due esponenti simbolo dello sperpero del denaro pubblico. Anche la Corte dei Conti vuole vederci chiaro sui conti della Provincia dell'era renziana: ci sono troppi rimborsi senza giustificativi adeguati e un uso allegro delle carte di credito da parte del rottamatore. Dal 2005 al 2009, nel periodo in cui Renzi è stato presidente, la Provincia ha speso 20 milioni di euro. Il capo di Gabinetto Giovanni Palumbo, nominato da Renzi, ha firmato decine e decine di delibere per rimborsi di spese di rappresentanza per il presidente che aveva a disposizione una carta di credito con limite mensile di 10mila euro di spesa. Nell'ottobre 2007 però, durante un viaggio (ovviamente di rappresentanza) negli Stati Uniti, la carta viene bloccata "a garanzia di un pagamento da parte di un hotel a Boston", si legge nella delibera del 12 novembre 2007. Renzi, trovandosi senza carta di credito della Provincia è costretto a usare la sua per pagare 4 mila dollari (pari a 2.823 euro) all'hotel Fairmont di San Josè, in California. Come torna in Italia si fa restituire la cifra con una delibera, ma senza fornire giustificativi. Tolta la dicitura "spese regolarmente eseguite in base alle disposizioni contenute nel disciplinare delle attività di rappresentanza istituzionale". Nei soli Stati Uniti la Provincia, con Renzi, ha speso tra biglietti aerei, alberghi, ristoranti 70mila euro. Spese di rappresentanza. Ovviamente. In tutto arriva a sfiorare i 600 mila euro. Tra i 20 milioni di euro al vaglio della Corte dei Conti ci sono anche centinaia di migliaia di euro ricostruiti con numerosi scontrini e ricevute. Non molti. In tutto 250 circa. In prevalenza di ristoranti. Gli elenchi depositati agli atti mostrano una intensa attività di rappresentanza da parte di Renzi. Per lo più svolta alla trattoria Garibaldi, al Nannini bar, alla taverna Bronzino e al ristorante da Lino. Locali prediletti dal candidato alle primarie del Pd che, in particolare nel 2007 e nel 2008, riesce a spendere qualcosa come 50mila euro per il cibo. Con conti singoli che spesso superano i mille euro. Il 31 ottobre 2007 la provincia paga 1.300 euro alla pasticceria Ciapetti di Firenze. Il 5 luglio alla Taverna Bronzino viene saldato un conto di 1.855 euro. ll ristorante non è tra i più economici di Firenze, del resto. Ma a Renzi piace. Per tutto il suo mandato alla guida della Provincia frequenta assiduamente i tavoli della taverna. Con conti che oscillano tra i 200 ai 1.800 euro. Renzi ogni tanto cambia ristorante. Alla trattoria I due G in via Cennini il 29 aprile 2008 ordina una bottiglia di Brunello di Montalcino da 50 euro per annaffiare una fiorentina da un chilo e otto etti. Alla Buca dell'Orafo in via dei Girolami il 13 giugno 2008 si attovaglia con due commensali e opta per un vino da 60 euro a bottiglia. E ancora: al ristorante Lino, dove è di casa (anche qui), riesce a spendere per un pranzo 1.050 euro. 1.213 li lascia al ristorante Cibreo. Nei soli mesi compresi da maggio a luglio 2007 spende in ristoranti circa 17mila euro. Nel lungo elenco di ricevute e spese che gli inquirenti stanno verificando ci sono anche le fatture di fioristi, servizi catering, biglietti aerei e società vicine all'attuale sindaco. A cominciare dalla Florence Multimedia che riceve complessivamente 4,5 milioni di euro dall'ente. La Florence Multimedia srl è la Società in house della Provincia che svolge attività di comunicazione e informazione per la provincia. Nel 2009 Renzi è diventato sindaco. In bici. Ora sta girando l'Italia in camper, con lo sguardo rivolto a Roma. Ieri, Renzi era alla sfilata milanese di Armani. A Firenze, intanto, l'aspetta Alessandro Maiorano, ex dipendente del Comune che ha denunciato la gestione del sindaco e promette di dar battaglia alla 'sprecopoli renziana'. Anche rottamare costa»;

considerato che a giudizio dell'interpellante:

occorrerebbe verificare se nella documentazione al vaglio della Corte dei conti ci siano effettivamente troppi rimborsi chiesti da Renzi senza giustificativi adeguati e un uso disinvolto delle carte di credito, che ha prodotto spese dal 2005 al 2009 per circa 20 milioni di euro;

occorrerebbe conoscere i criteri sulla base dei quali il capo di Gabinetto dottor Giovanni Palumbo, nominato da Renzi, abbia firmato decine e decine di delibere per rimborsi di spese di rappresentanza per il presidente che aveva a disposizione una carta di credito con limite mensile di 10.000 euro di spesa;

occorrerebbe verificare se risulti rispondente al vero che nell'ottobre 2007, durante un viaggio di rappresentanza negli Stati Uniti, la carta di credito del presidente della provincia venne bloccata a garanzia di un pagamento da parte di un hotel a Boston, cosa che portò lo stesso presidente ad usare la sua per pagare 4.000 dollari (pari a 2.823 euro) all'hotel Fairmont di San José, in California, per poi ottenerne il rimborso;

sarebbe opportuno verificare se tra i 20 milioni di euro al vaglio della Corte dei conti, risultino esservi anche centinaia di migliaia di euro ricostruiti con numerosi scontrini e ricevute, 250 in tutto in prevalenza di ristoranti per intense attività di rappresentanza da parte di Renzi, svolte per lo più alla trattoria Garibaldi, al Nannini bar, alla taverna Bronzino e al ristorante da Lino, a Firenze; locali prediletti che, in particolare nel 2007 e nel 2008, riescono ad incassare qualcosa come 50.000 euro per il cibo, con conti singoli che spesso superano i mille euro, come quello del 31 ottobre 2007, di 1.300 euro alla pasticceria Ciapetti di Firenze, o quello del 5 luglio di 1.855 euro alla Taverna Bronzino;

sarebbe altresì utile conoscere se risulti rispondente al vero che, durante il suo mandato alla guida della provincia, Renzi frequenta assiduamente i tavoli della taverna, con conti che oscillano tra i 200 ai 1.800 euro, pasteggiando con Brunello di Montalcino da 50 euro per annaffiare una fiorentina da un chilo e otto etti, o alla Buca dell'Orafo in via dei Girolami il 13 giugno 2008, dove si attovaglia con due commensali e opta per un vino da 60 euro a bottiglia, oppure al ristorante Lino, dove è di casa (anche qui), spendendo per un pranzo 1.050 euro per un totale di 17.000 euro nel trimestre maggio-luglio 2007;

occorrerebbe infine sapere se nel lungo elenco di ricevute e spese, che gli inquirenti stanno verificando, ci siano anche le fatture di fioristi, servizi catering, biglietti aerei e società vicine all'attuale sindaco, a cominciare dalla Florence Multimedia che riceve complessivamente 4,5 milioni di euro dall'ente Provincia,

si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza della vicenda e quali misure urgenti di competenza, anche in termini di eventuali iniziative legislative, il Governo intenda adottare per riportare sobrietà e ferrei controlli preventivi nelle disinvolte spese di funzionamento degli enti locali, provinciali, regionali, centrali, anche con riferimento al finanziamento pubblico dei partiti, esigendo trasparenza, pubblicità, rendicontazione e certificazione della Corte dei conti su fondi pubblici derivanti dal sudore dei contribuenti e da una delle più alte pressioni fiscali di tutti i tempi.

27/09/2012

Documento n.9246

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