Interrogazione Lannutti. De Lise grandi eventi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03694 Atto n. 4-03694Pubblicato il 21 settembre 2010 Seduta n. 425LANNUTTI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:Pasquale De Lise, Presidente del Consiglio di Stato, è stato ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati di Perugia, che indagano sui "grandi eventi", a proposito della casa di "Propaganda Fide", venduta per oltre un milione di euro, e per cui avrebbe incassato un assegno circolare di 250.000 euro versato sul suo conto il 16 luglio del 2009 dall'avvocato Franco Gaetano Scoca;De Lise ha più volte ribadito, nei giorni scorsi, che tale somma costituisce parte del prezzo della compravendita di una casa a Orbetello, la "villetta" della Giannella di sua proprietà fin dai primi anni '70, che sarebbe avvenuta il 30 giugno 2009 in favore della signora Maria Chiara Scoca, figlia del legale;come si legge su un articolo pubblicato su "la Repubblica" del 5 settembre 2010, Franco Gaetano Scoca, «professore ordinario alla "Sapienza", tra i più illustri amministrativisti d'Italia. Uno studio importante - con clienti quali Alitalia, Generali, Telecom - e dalle importanti relazioni politiche. Di cui è testimone la legislatura da senatrice dell'Udeur di Maria (...) Concetta Scoca, la sorella del professore, eletta nel 1996 e sottosegretaria alla giustizia e ai beni culturali»;la villetta in questione è stata venduta nell'estate del 2009 per la somma di 1.067.000 euro, prezzo ritenuto dagli operatori di mercato assai favorevole per chi vende;su un altro articolo, pubblicato sempre su "la Repubblica", del 16 settembre, si legge che «De Lise ha venduto molto bene. Ma del resto, nella sua vita, ha anche comprato molto bene. Lo documentano le visure catastali - che Repubblica ha consultato - degli immobili intestati a suo nome, a quello della moglie Gabriella Speranza, delle due figlie Fabiana e Flavia, del genero Patrizio Leozappa, avvocato di casa negli uffici di Angelo Balducci e Diego Anemone e del cui lavoro e clientela De Lise sostiene di non sapere nulla e non essersi mai occupato»;a quanto riportato dal quotidiano, «Il Presidente del Consiglio di Stato, (...) soltanto a Roma, è usufruttuario a titolo gratuito, insieme alla moglie, di un patrimonio immobiliare le cui nude proprietà ha regolarmente intestato alle due figlie (di 40 e 45 anni) e il cui valore di mercato, secondo una stima prudenziale, oscilla tra i 10 e i 15 milioni di euro. Di fatto, almeno a scorrere il dettaglio dell'incarto dell'Agenzia del Territorio, il magistrato, nei suoi 30 anni di carriera (...) ha sistematicamente acquistato immobili di pregio in uno stesso quartiere, tra i più prestigiosi di Roma: i Parioli»;più oltre si legge che: «I documenti catastali danno evidentemente conto anche del recente nuovo investimento (5 vani e mezzo) che il magistrato ha fatto all'Argentario dopo la vendita della "villetta" della Giannella. Ma anche delle fortune di suo genero, l'avvocato amministrativista Patrizio Leozappa, professionista quarantacinquenne nato a Ostuni e laureato alla Luiss. Il 22 dicembre dello scorso anno ha acquistato "in regime di separazione dei beni" 13 vani su due piani in via Giovanni Antonelli. Anche lui evidentemente con la passione di famiglia per il mattone e per i Parioli»;citando dal quotidiano "blitz online" del 15 settembre, «I magistrati, secondo quanto scrive Carlo Bonini sul quotidiano La Repubblica hanno chiesto conto al Presidente anche della Consiglio di Stato anche conto di alcuni pronunciamenti del Tar del Lazio all'epoca della sua presidenza: l'autorizzazione della costruzione del Salaria Sport Village e il no al congelamento dell'appalto per l'auditorium di Firenze. Decisione capovolta quando De Lise non era più alla presidenza. Per De Lise, però, si tratta solo di decisioni che fanno parte della "fisiologia del processo amministrativo"»;secondo le carte dell'inchiesta, come riporta un articolo de "Il Sole-24 ore" del 6 settembre, «Leozappa avrebbe avuto un ruolo quantomeno opaco e dubbio in un contenzioso al Tar del Lazio, dove de Lise è stato presidente, per l'appalto del nuovo teatro di Firenze. Perché Emiliano Cerasi, titolare dell'impresa Sac affidataria dei lavori, in una telefonata intercettata dai Ros con il provveditore Fabio De Santis mostra timori sul ricorso fatto dalla Giafi di Valerio Carducci e dice: "Io metterò Patrizio" intendendo Leozappa. In realtà Leozappa non fu il legale della Sac anche se, notano gli investigatori, lo furono i colleghi dello studio associato in via Bocca di Leone. Il Presidente del Consiglio di Stato respinge poi «nel modo più assoluto» l'idea di essere stato consigliere o parte in causa dell'acquisto, da parte dell'ex ministro Piero Lunardi, di un immobile di pregio in via dei Prefetti di proprietà di Propaganda Fide, di cui de Lise è "consultore"»;da tutti gli articoli citati si evince che per De Lise è tutto perfettamente in regola, dal prezzo dell'immobile che giudica congruo, al pagamento dell'assegno, incassato in quanto consultore di "Propaganda Fide", anche sulla scelta dell'acquirente, l'avvocato Maria Chiara Scoca, De Lise spiega che non c'è niente di poco chiaro ma solo ragioni di amicizia e un antico vincolo di vicinato;ad avviso dell'interrogante, occorre chiedersi se un magistrato come il dottor De Lise possa effettivamente accumulare, solo con i risparmi frutto dei suoi introiti da lavoro, milioni e milioni di euro, come dalle valutazioni del suo patrimonio immobiliare, o se al contrario tale patrimonio sia frutto di altri oscuri introiti provenienti da attività parallele alle sue alte funzioni, che possono gettare ombre su alcune delicate sentenze emesse dal Tar del Lazio,si chiede di sapere:se il Governo non ritenga che quanto esposto in premessa non appaia in contrasto con la condotta a cui deve attenersi il magistrato che deve essere improntata al rispetto dei principi di trasparenza e di rigore anche formale per non creare sfiducia nella giustizia;se possa valutare per quanto tempo e ancora la "familiarità" nel nostro Paese rappresenterà una risorsa;se i Ministri in indirizzo non intendano adottare le opportune iniziative per valutare se la compravendita della "villetta" della Giannella, ad un prezzo superiore a quello di mercato, e le relative modalità di pagamento non abbiano comportato un indebito arricchimento ai danni dello Stato con conseguente sottrazione di risorse all'erario;si infine non sia necessario operare una ricognizione puntuale ed attenta sugli introiti del dottor De Lise almeno negli ultimi 10 anni sui conti correnti bancari, per verificare la congruità della situazione patrimoniale con i suoi redditi da lavoro.

23/09/2010

Documento n.8718

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