IL "CAMIONISTA" PALENZONA,DETTO CHOPIN PER VIA DI QUEL CONTO SEGRETO A MONTECARLO, SI ALLARGA ANCORA E MIRA ALLA POLTRONA DI AUTOSTRADE

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- IL "CAMIONISTA" PALENZONA SI ALLARGA ANCORA E MIRA ALLA POLTRONA DI AUTOSTRADE Sono due i banchieri che Giulietto Tremonti predilige. Il primo è Massimo Ponzellini, il bolognese amico di Prodi che il ministro di Sondrio nel novembre 2002 ha portato al vertice di Patrimonio Spa e adesso siede sulla poltrona della Banca Popolare di Milano, l'istituto che ha preso i bond di Giulietto per 1,4 miliardi. Oggi a Milano i due si incontrano per un dibattito sulla partecipazione nelle imprese dei lavoratori al quale partecipano anche Emma Marcegaglia e i tre leader sindacali, e c'è da giurare che Ponzellini si inchinerà davanti al ministro di Sondrio. Il secondo banchiere prediletto è Fabrizio Palenzona, il massiccio democristiano di Novi Ligure che ha cominciato la sua carriera nell'81 con una società di autotrasporto, e adesso siede dentro Unicredit e Mediobanca grazie alla sua capacità di passista e di scalatore. Entrambi sono molto abili a muoversi nei meandri della politica, ma mentre le giravolte di Ponzellini creano il sospetto di opportunismo, i movimenti di Palenzona seguono un percorso lineare che lo ha portato a entrare dentro le principali roccaforti della finanza. Il massiccio banchiere è nato nel segno della Vergine, pesa 1,5 quintali e gli amici lo chiamano Chopin per quel conto scoperto a Montecarlo che rappresenta una delle poche macchie della sua vita; di Giulietto Tremonti conosce vita, morte e miracoli fin da quando il ministro era assistente all'università di Pavia e lui un semplice studente in legge. A buon diritto si può definire un formidabile collezionista di cariche che ha accumulato a partire dal '99 quando è diventato vicepresidente di Unicredit e quando ha incrociato Marcellino Gavio, il più grande concessionario di autostrade dopo Benetton. Palenzona non ha mai dimenticato le sue origini nell'autotrasporto e nell'ottobre 2003 è diventato presidente dell'Aiscat, l'Associazione che riunisce tutte le principali concessionarie autostradali. Per occupare questa poltrona un aiuto determinante gli fu dato da Giancarlo Elia Valori, con il quale ha avuto rapporti a corrente alternata. Come è noto Valori è stato presidente di Autostrade, la società dalla quale è uscito sbattendo la porta in faccia ai Benetton e imprecando nei confronti di don Vito Gamberale. Alla presidenza di Atlantia si trova Gian Maria Gros-Pietro, il 67enne professore di Torino che sfoggia cravatte di seta rosa e che negli anni '70 è sbarcato a Roma insieme a Reviglio, Siniscalco e Meomartini. Adesso sembra che Valori voglia prendersi una sorta di rivincita nei confronti dei Benetton con i quali ha avuto una clamorosa rottura e stia tirando la volata per la presidenza all'amico Palenzona. È difficile capire se per i fratelli del pullover di Ponzano Veneto l'operazione andrà in porto, ma se così avverrà sarà più per i meriti del massiccio "Chopin" che del Professore amico di Bernheim e di Tarak Ben Ammar.

24/10/2009

Documento n.8249

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