Da L’Espresso (3-9-05). I pm stringono il cerchio su Fazio

in Articoli e studi

I pm stringono il cerchio su FazioSospetto di abuso di ufficio per la BpiROMA - Il destino di Antonio Fazio nelle mani della magistratura. Il governatore della Banca d’Italia è di fatto sotto inchiesta, sono sempre più insistenti in queste ore le indiscrezioni su una sua iscrizione sul registro degli indagati ma la procura di Roma non conferma. Sarebbe già stata decisa persino la convocazione a piazzale Clodio del numero uno della banca centrale per la fine del mese. Ma il procuratore capo Giovanni Ferrara nega atti formali.Certo in queste ore la verifica dei pm si concentra su tutti gli atti compiuti in via Nazionale prima di autorizzare l’Opa lanciata da Giampiero Fiorani. Le indagini sono arrivate all’undici luglio scorso, giorno in cui è stato firmato il nulla osta. Giorno in cui il governatore, chiamando al telefono l’ex ad della Banca popolare italiana ora sospeso dal giudice, lo ha informato dicendo: "Giampiero tutto ok, vieni in Bankitalia ma come al solito passa da dietro". E Fiorani ha risposto: "Tonino ho la pelle d’oca... Ti darei un bacio in fronte".La procura, dopo avere controllato i documenti firmati dagli uffici della Banca d’Italia, sta verificando se il governatore fosse a conoscenza del patto fra i concertisti e delle condizioni di solvibilità dell’operazione. Da indagini già svolte i pm hanno stabilito che Fiorani, indagato per false comunicazioni agli organi di vigilanza e falso in prospetto, ha avuto bisogno di vendere fittiziamente alcune attività per rientrare nei ratios patrimoniali richiesti dall’istituto di vigilanza. Fiorani sarebbe stato aiutato da Emilio Gnutti che in cambio ha chiesto un prestito da 100 milioni.In questi giorni l’inchiesta verte sui meccanismi di verifica messi in atto dall’istituto di via Nazionale sulla solidità della Bpi e sul patrimonio del banchiere bresciano. I controlli sul governatore si basano soprattutto sui documenti ufficiali di Bankitalia. I pm stanno cercando di capire se ci sono state interferenze per frenare la decisione degli uffici tecnici che si sono opposti all’autorizzazione. Sono già state esaminate le lettere di incarico ai consulenti esterni chiamati a ribaltare il verdetto di due funzionari di palazzo Koch.Un ruolo centrale nell’inchiesta romana sull’Opa Antonveneta hanno avuto le testimonianze di Claudio Clementi, dell’area vigilanza, e di Giovanni Castaldi, del settore sorveglianza e servizio autorizzazioni della banca centrale, che hanno detto no all’ok di Fazio. I documenti forniti dai due tecnici potrebbero incardinare un abuso d’ufficio, reato già contestato peraltro a Francesco Frasca, capo dell’area vigilanza della banca centrale. "L’istituto è stato imparziale, le procedure seguite sono stare regolari e secondo legge", aveva dichiarato Frasca ai pm durante un interrogatorio durato cinque ore. "Lei è sicuro che Fiorani potesse rispettare le condizioni per lanciare un’Opa, che avesse denaro sufficiente?", avevano chiesto i magistrati. "Ci siamo fidati della parola", ha risposto il funzionario della Banca d’Italia. In realtà i problemi di struttura patrimoniale sono stati subito chiari a palazzo Koch, infatti Castaldi e Clementi si sono opposti all’autorizzazione.I magistrati intendono chiudere i lavori sul governatore entro il mese di settembre o al massimo la prima metà di ottobre, quando potrebbe scattare la convocazione in procura. Se il governatore sarà interrogato la procedura prevista sarebbe analoga a quella eseguita per Frasca. Un invito a comparire con contestazione di ipotesi di reato.03/09/2005 - 09:07

05/09/2005

Documento n.4998

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