CRISI: ANCORA A PIEDE LIBERO I TRUFFATORI DEL RATING,CHE DOVREBBERO ESSERE PROCESSATI PER CRIMINI ECONOMICI CONTRO L'UMANITA'

I’M IN THE MOODY’S FOR BUFFETT (UN CONFLITTO DI INTERESSI DA FAR IMPALLIDIRE TUTTI I BERLUSCONI DEL MONDO) – L’AMERICA TRUFFONA CHE NESSUN OBAMA POTRà MAI DEBELLARE: IL MILIARDARIO BUFFETT, GESTORI DI FONDI, È IL PRINCIPALE AZIONISTA (13,4%) DELL’AGENZIA DI RATING MOODY’S: MA CHE CI FANNO GESTORI DI FONDI NEL CAPITALE DI CHI DÀ I VOTI AI BOND EMESSI DALLE STESSE SOCIETÀ CHE ABITUALMENTE UN GESTORE COMPRA E VENDE? – ECCO CHI COMANDA UN OLIGOPOLIO CHE GARANTISCE MARGINI VICINI AL 40 %... - - Fabio Pavesi per "Il Sole 24 Ore"Tratto da www.dagospia.itQualcuno li ha definiti i "Padroni dell'Universo". Finanziario s'intende, che non è comunque poca cosa di questi tempi. Oppure chiamateli pure i signori del rating o le tre sorelle: Moody's, Standard & Poor's, Fitch.Giudici inappellabili dei destini di Stati, mega-corporation, piccole società e persino di singoli mutui cartolarizzati. Loro danno un voto sul merito di credito a tutto e a tutti e una loro bocciatura, così come una promozione, ha vistosi effetti sui mercati come si è visto in questi giorni nel caso della Grecia, della Spagna e dell'equivoco sulle banche italiane.Ecco perché i padroni dell'universo sono temuti. Loro del resto sono un oligopolio perfetto. Sono solo in tre e si spartiscono la torta di chi emette debito in tutto il mondo. E visto che tutti si indebitano il lavoro non manca. Se non vai da Moody's c'è S&P o Fitch. Senza alternative di sorta. E così il mestiere delle tre sorelle diventa particolarmente remunerativo.UTILI GIGANTESCHI Solo le società autostradali o gli aeroporti guadagnano come loro. E non c'è di che stupirsi. Sono tutti mono o oligopolisti, quindi con i ricavi pressoché assicurati. Se sei bravo a gestire i costi puoi solo fare un sacco di soldi. Basti vedere Moody's che essendo quotata a Wall Street consente maggiore visibilità sui numeri. Ebbene Moody's, solo nel 2009, per ogni 100 dollari che ha fatturato ne ha guadagnati sotto forma di utile operativo ben 38.Su 1,8 miliardi di ricavi fanno un margine di 680 milioni. Ma attenzione quel 38% di redditività è un mix tra i servizi di analisi e quelli di assegnazione dei rating. Solo sul mestiere più remunerativo, quello appunto dell'assegnare pagelle, la redditività balza al 42% sui ricavi.Un exploit il 2009? Niente affatto. Gli anni d'oro sono stati altri: nel 2007 il margine operativo era al 50% dei ricavi e nel 2006 si è toccato il picco del 62% di utili operativi sul fatturato. Un'enormità: 1,26 miliardi di margine su due miliardi di fatturato. Se poi si va all'utile netto la musica non cambia. Dal 2005 al 2009 Moody's ha generato profitti per complessivi 2,8 miliardi.Ma Moody's non è sola. Anche Standard&Poor's non è da meno. Non è quotata ed è posseduta dal gruppo editoriale McGraw-Hill che sta invece sul listino di Wall Street. Più difficile in questo caso isolare il contributo dato dall'attività di rating dal resto dei business.La divisione servizi finanziari è quella che opera con il marchio S&P. L'intera divisione ha fatturato, nel 2009, 2,6 miliardi di dollari con profitti operativi per circa un miliardo.Come si vede un bel 39% di marginalità in linea con la rivale Moody's. E negli anni precedenti la redditività era ancora più elevata con punte nel 2007 del 45% sul giro d'affari.Ovviamente qui confluiscono i ricavi anche dalla gestione degli indici di Borsa e dei servizi informativi. La parte ghiotta del rating dovrebbe comunque contribuire per l'80% ai volumi complessivi.Resta Fitch, la più piccola delle tre, e l'unica europea. L'agenzia ha prodotto ricavi l'anno scorso per 559 milioni di euro con profitti operativi per 151 milioni. Un po' più sotto, quanto a redditività, delle rivali a stelle e strisce.E così i padroni dell'universo non solo dettano i destini più o meno amari del costo del debito di Stati e società, ma sono anche più che remunerativi. Una sorta di gallina dalle uova d'oro in un mercato grande quanto il mondo e che non può fare a meno di loro. Un vero affare per gli azionisti.I FONDI USA I VERI PADRONI Già, e qui viene il punto. Chi comanda in Moody's e le sue consorelle? Chi sono i padroni dei padroni dell'universo? A parte l'europea Fitch che ha due azionisti di peso come il gruppo francese Fimalac e il gruppo edi-toriale Hearst, le altre due sorelle sono di tutti e di nessuno. Vere e proprie public company. In S&P c'è un azionista forte, cioé la McGraw-Hill, ma il resto dell'azionariato è diffuso come del resto in Moody's. E qui arriva la sorpresa.CHE CI FA BUFFETT IN MOODY'S?Il primo azionista di Moody's, con il 13,4% del capitale, risultava a fine dicembre del 2009 secondo rilevazioni Reuters, Warren Buffett, il guru di Omaha con il suo fondo Berkshire Hathaway. Al secondo posto con il 10,5% ecco comparire Fidelity uno dei più grandi gestori di fondi del mondo. E poi è un florilegio di gente che di mestiere compra e vende titoli: si va da State Street a BlackRock a Vanguard a Invesco a Morgan Stanley Investment. Insomma i più grandi gestori di fondi a livello mondiale sono azionisti di Moody's. E guarda caso lo stesso copione si riproduce in Standard& Poor's: ecco nell'azionariato comparire in evidenza, a fine 2009, i nomi di Blackrock, Fidelity, Vanguard. Gli stessi nomi. Il che pone una domanda.Che ci fanno gestori di fondi nel capitale di chi dà i voti ai bond emessi dalle stesse società che abitualmente un gestore compra e vende? La prima risposta è semplice: si sta lì perché si guadagna e perché i fondi in America sono da sempre gli investitori istituzionali per eccellenza.La seconda è più maliziosa, ma indotta da questa strana presenza. Stare nel capitale di chi determina i destini di una miriade di società magari è utile per avere accesso a informazioni privilegiate. Se so che un'emissione verrà bocciata, vendo prima che sia resa pubblica. Certo è un'illazione, ed è vero che esistono i muri cinesi. Ma quei muri sono stati oltrepassati tante di quelle volte che un filo di sospetto rimane.

10/05/2010

Documento n.8597

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